repubblica.it, 27 marzo 2026
Londra, addio musei gratis per i turisti stranieri
Finisce un’era, quella dei musei gratis a Londra e nel resto dell’Inghilterra. Perlomeno per i turisti stranieri, inclusi quelli italiani. Che presto dovranno infatti pagare il biglietto, dal British Museum alla Tate Modern fino alla National Gallery, secondo le proposte presentate giovedì dalla ministra alla Cultura, Lisa Nandy. Come racconta il Financial Times, il suo dicastero ha accettato il rapporto della baronessa Margaret Hodge, ex deputata laburista, secondo cui musei e gallerie, tra cui i principali londinesi incluso il Victoria & Albert Museum e la Tate Britain, dovrebbero valutare la possibilità di limitare l’ingresso gratuito. La stessa Nandy ha confermato che il governo vuole esplorare “le potenziali opportunità che potrebbe offrire l’introduzione di tariffe per i visitatori internazionali nei musei”.
Subito si è scatenato il dibattito in Inghilterra. Un anonimo dirigente di un importante museo della capitale britannica ha dichiarato al quotidiano finanziario: “È molto sensato. Il modello attuale non funziona perché i finanziamenti pubblici vengono costantemente ridotti”. Non è d’accordo Tristram Hunt, direttore del Victoria and Albert Museum di Londra, il quale si dice “non istituzionalmente favorevole” all’idea di far pagare i visitatori stranieri: “Riteniamo che sia molto meglio utilizzare la prossima tassa di soggiorno sugli hotel per garantire l’ingresso gratuito ai nostri musei nazionali”, ha detto. Della stessa idea Alison Cole, direttrice del think tank Cultural Policy Unit, che al Guardian ha affermato che far pagare i turisti internazionali sarebbe “un’idea molto sbagliata. C’è un modo molto migliore per salvare i nostri meravigliosi musei e le infrastrutture culturali in tutto il Paese: ossia una tassa di soggiorno”.
Ma, una volta approvata questa rivoluzione, come si farà a discernere tra residenti e turisti? Qui nel Regno Unito non esistono le carte di identità e la recente proposta del governo di Keir Starmer di introdurre documenti di riconoscimento digitali per i britannici e gli stranieri residenti fissi ha scatenato polemiche dai più conservatori, dalla destra e da Nigel Farage. A meno che i residenti non debbano dimostrare di vivere oltremanica con la copia di una bolletta o un estratto conto bancario. E non è chiaro nemmeno quanti soldi potrebbero essere chiesti agli stranieri: una fonte vicina alle discussioni ha suggerito una cifra tra 15 e 20 sterline (ossia tra i 18 e i 23 euro). Insomma, non sarà facile e la riforma potrebbe creare ancora più confusione.
I musei e le gallerie nazionali inglesi sono gratuiti per tutti i visitatori sin dal 2001. Un provvedimento a cui si attribuisce l’aumento del numero di visitatori e del turismo negli ultimi decenni. Oggi gli stranieri rappresentano il 43% di coloro che visitano i principali musei e gallerie britannici, pari a 17 milioni di visite secondo le ultime statistiche ufficiali per il 2023/24. Un numero comunque inferiore rispetto al periodo precedente al Covid, quando erano all’incirca 23 milioni.
Tuttavia, come ricorda il Guardian, il dato complessivo dei visitatori dei musei britannici non si è mai completamente ripreso dalla pandemia: le visite totali nel 2023/24 sono state 40,8 milioni, in calo rispetto al picco di 49,8 milioni nel 2018/19. Il Natural History Museum di Londra è oggi l’attrazione più visitata del Regno Unito con 7,1 milioni di visitatori (dati 2025), per un aumento del 13% rispetto all’anno precedente. Al secondo posto, troviamo il British Museum con 6,4 milioni di visitatori, seguito dalla tenuta reale di Windsor con 4,9 milioni, dalla Tate Modern con 4,5 milioni e dalla National Gallery con 4,1 milioni.