la Repubblica, 27 marzo 2026
Spariscono le tasse su dividendi e pacchi
Il governo cancella la stretta sui dividendi e le plusvalenze percepiti da imprenditori e società. Lo fa con una norma inserita nel decreto fiscale che venerdì pomeriggio sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri: via la soglia (partecipazione del 5% o con un valore fiscale di 500mila euro) per beneficiare della tassazione agevolata (1,2%).
Si cambia. Appena tre mesi fa, con la manovra, l’esecutivo aveva deciso che l’accesso al regime della cosiddetta esclusione sarebbe stato limitato, a partire dal primo gennaio di quest’anno, proprio ai dividendi derivanti da partecipazioni detenute, direttamente o indirettamente tramite società controllate, superiori al 5% o con un importo maggiore di 500mila euro.
In questi casi, quindi, il 95% del dividendo sarebbe rimasto esente dalla tassazione: solo il 5% avrebbe concorso al reddito Ires, determinando quindi un aggravio fiscale effettivo dell’1,2%. Sotto la soglia, invece, sarebbe scattata la tassazione piena. Lo stesso schema anche per le plusvalenze che derivano dalla cessione di partecipazioni societarie.
La misura è entrata in vigore, ma l’applicazione si sta rivelando alquanto complicata. Tra le criticità maggiori c’è il disallineamento tra il regime fiscale agevolato e la vendita di partecipazioni che generano minusvalenze. Altro problema: un soggetto che compra una partecipazione del 6% e poi vende il 2%, passando quindi al 4% (sotto la soglia dell’esenzione) può beneficiare ancora del regime agevolato?
Di fronte a questi problemi, il governo ha deciso per l’abolizione della stretta. Lo stop sarà retroattivo, al primo gennaio. Non però a costo zero dato che la misura garantiva un incasso di 124,2 milioni in tre anni, dal 2026 al 2028.
Il decreto fiscale farà anche slittare, al 30 giugno, l’introduzione della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi, per un valore fino a 150 euro, in arrivo dai Paesi extra europei. Tra le misure più importanti del provvedimento c’è anche l’eliminazione dei paletti all’iperammortamento per le imprese: la maxi-agevolazione fiscale sarà concessa per i beni (macchinari e tecnologie) acquistati in tutto il mondo, non solo in Europa, come era stato invece stabilito sempre con la legge di bilancio.
Le novità sul fisco non finiscono qui. Il governo, infatti, sta lavorando a una super premialità per incentivare le imprese ad aderire al regime dell’adempimento collaborativo (cooperative compliance). Arriverà uno scudo per regolarizzare il pregresso. Come? Versando sì tutte le imposte dovute, ma senza sanzioni e interessi. Tra le ipotesi spunta anche la possibilità di rateizzare gli importi dovuti al fisco.
Sul tavolo del Cdm finirà anche il primo decreto legislativo per l’attuazione della riforma del Testo unico della finanza (Tuf). All’ultimo giorno utile, il cdm darà il via libera definitivo al testo che contiene anche lo stop al divieto di incarichi incrociati nei cda di banche e assicurazioni, anche in concorrenza tra di loro.