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 2026  marzo 27 Venerdì calendario

Il 13enne di Bergamo ricattava un’amica conosciuta in rete

Le ha detto di tagliarsi e che se non l’avesse fatto avrebbe contattato sua madre e le avrebbe svelato tutti i suoi segreti. Lei non sapeva se credergli, quel ragazzino conosciuto sul canale Telegram le stava mettendo ansia. E così ha messo assieme tutto il coraggio che ha potuto, ha parlato con sua madre prima che lo facesse lui e poi si è cancellata dal gruppo. «È stato un momento terrificante», ricorda.
Stiamo parlando di una ragazzina tredicenne, proprio come lo studente che due giorni fa ha cercato di uccidere la professoressa.
Lui l’aveva agganciata sull’ormai famoso canale Telegram e si erano scambiati messaggi privati che a leggerli si può vedere l’abisso. Quelli che digitava lui sono impubblicabili, perché vanno al di là della decenza e della violenza. Ma in quella giovanissima amica lontana (lei sta in Polonia) il ragazzino aspirante omicida della prof deve aver visto anche un raggio di luce. Perché a un certo punto nel suo «Manifesto» pubblicato per il gruppo dice che «l’unica persona con cui vado d’accordo è una che ho conosciuto qualche giorno fa. Sono innamorato di lei. Sembra una persona con cui è facile entrare in sintonia. Vorrei tanto poter rimanere in contatto con lei anche dopo il mio attacco. Ne dubito fortemente».
Forse seguendo le fragilità di lei (l’autolesionismo, i video strampalati che postava su TikTok) lui ha visto un po’ di sé stesso. Ma nelle conversazioni a due il dialogo si è fatto via via più impositivo. Fino al ricatto, appunto. Fino a chiederle in diretta se avesse una lama vicino a sé e di procurarsi tagli incidendo questo o quello sulla sua pelle. «Perché?», chiede lei. «Perché lo dico io», risponde lui. La ragazzina ha saputo quello che è successo mercoledì a scuola. Anche lei, come tutti i compagni dello studente, non riusciva a crederci nonostante lui nel gruppo l’avesse annunciato. «Credevo lo dicesse per scherzo», ha spiegato lei a una sua amica maggiorenne che lo definisce «ragazzo cattivo». Per la ragazzina, invece, non è questione di cattiveria ma di sofferenza: «Per favore», ci dice accanto all’amica più grande, «assicuratevi che si curi con l’aiuto di un professionista, ne ha davvero bisogno». Lei, con l’aiuto di sua madre e di uno psicoterapeuta, sta affrontando le sue, di sofferenze. E adesso le cose vanno un po’ meglio rispetto al tempo di quel ricatto e quei segreti ormai svelati, delle crisi di panico di quei giorni.
Con il coetaneo italiano era entrata in contatto attraverso amicizie e TikTok circa un anno fa, quando aveva appena compiuto i 13 anni (non ne ha ancora 14). Le ultime conversazioni sono di poche settimane fa. Poi più nulla. Prima dell’attacco alla prof lui scriveva: «Vorrei vivere nei suoi ricordi per sempre, anche se so che niente dura per sempre».