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 2026  marzo 27 Venerdì calendario

Meloni, nessun rimpasto di governo.

Nessun rimpasto, zero crisi. Ergo: niente Meloni bis. La telefonata «rapida e istituzionale» diffusa in serata con il capo dello Stato Sergio Mattarella certifica l’intenzione della premier: ripartire di «slancio» dopo la batosta del referendum (e le conseguenti scosse telluriche a suon di dimissioni). Non solo. L’assunzione ad interim delle deleghe di Daniela Santanchè (che viene ringraziata nella nota di Palazzo Chigi per «la grande dedizione») scaccia le ombre e le chiacchiere su un nuovo governo con tanto di salita al Colle e fiducia alle Camere. Meloni infatti continua a coltivare l’obiettivo di essere «la presidente dei record». A capo cioè del governo più longevo della storia repubblicana (fino a ieri era terza a quota 1.251 giorni, a soli 26 dal Berlusconi IV e a poco più di cinque mesi dall’oro del Berlusconi II). Ma attenzione: non si tratta di un «pallino» per entrare negli almanacchi. Per la presidente del Consiglio è la dimostrazione «di stabilità». Un biglietto da visita che usa sempre nelle missioni estere, da ultima quella ad Algeri.
Da quando ha perso il referendum Meloni non ha parlato se non in un breve video lunedì pomeriggio. Non ha spiegato i motivi della sconfitta, né quelli delle dimissioni di Giusi Bartolozzi, Andrea Delmastro e, dopo 22 di ore di fatica, di Daniela Santanchè.
Rientrata dalla missione algerina ha passata la giornata a Palazzo Chigi, facendo slittare di un giorno il Consiglio dei ministri in programma alla fine oggi alle 17. Il menù non prevede piatti forti, se non piccoli provvedimenti sul fisco per le famiglie in difficoltà, anche se l’ultima parola si saprà questa mattina durante il preconsiglio. La riunione di maggioranza sulle nomine, che doveva presiedere il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, è stata aggiornata a domani, pare.
Ma a che punto è la notte? Il racconto che filtra da Palazzo è all’insegna della normalizzazione di un momento più che mai delicato per quanto inedito: «La presidente? È carica e motivata». Da via della Scrofa, sede del suo partito cioè Fratelli d’Italia, si lasciano sfuggire che «insomma, Giorgia ha vissuto momenti migliori». Tuttavia, raccontano i colonnelli di FdI, «non ci inventeremo né gli 80 euro di Renzi, né il Superbonus di Conte».
Prima che Antonio Tajani partisse per il G7 di Parigi, la premier ha avuto anche il modo e il tempo di confrontarsi con il suo vice e capo di Forza Italia, alle prese con le dimissioni da capogruppo di Maurizio Gasparri al Senato e al tentato blitz simmetrico alla Camera su Paolo Barelli (un fedelissimo, che è anche suo consuocero: i figli, Giampaolo e Flaminia, sono sposati). Una mossa, benedetta da Marina Berlusconi, che rischia di creare altre tensioni dentro la maggioranza.
Passato il fine settimana tutto rientrerà nella normalità, sono convinti nelle stanze del governo. Dove però aspettano con una certa ansia i sondaggi a partire da lunedì prossimo. Un calo fisiologico, dopo questi giorni di tramestio, è dato per scontato. Bisognerà capirne l’entità. La supermedia di Youtrend, che prende in considerazione le rilevazioni dell’ultima settimana, parla di FdI al 28,2% (dato peggiore dalle Europee) e del Campo largo in modalità sorpasso sul centrodestra. Numeri da prendere con le pinze, certo, ma nemmeno da sottovalutare. Le buone notizie sono arrivate dall’Europa con il sì del Parlamento di Strasburgo al modello italiano sui rimpatri dei migranti. Al contrario nelle discussioni riservate Meloni torna a criticare le mosse di Donald Trump, in primis sull’Iran. Sarà un caso ma la premier non ha in programma un videomessaggio da inviare al Cpac, la festa dei Conservatori e mondo Maga, in corso a Dallas (che dovrebbe essere chiusa dal tycoon, in dubbio). Al contrario in Texas con la delegazione di FdI c’è Gianluca Caramanna che lunedì potrebbe essere nominato sottosegretario al Turismo. Gli incroci del destino.