Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  marzo 26 Giovedì calendario

Alla Stretto di Messina Spa stipendi saliti a 11,8 milioni

Avvertite Giorgia Meloni e pure il ministro Salvini pronto, almeno da un paio di anni, a entrare nella storia con la posa della prima pietra: per l’avvio dei lavori del Ponte sullo Stretto forse non se ne parla nemmeno nel 2026 e chissà se mai potrà tagliare il nastro d’ordinanza. Ma in compenso il 2025 non è stato un annus horribilis per tutti: il progetto è al palo, ma invece gli italiani continuano a pagare stipendi da leccarsi i baffi a chi lavora alla Stretto di Messina spa. Al netto dei compensi assicurati al board della società, a partire dall’ad Pietro Ciucci che allo stipendio del Ponte somma anche la ricca pensione da grand commis di Stato (possibile grazie a un blitz agostano nel 2023 al decreto Asset), i costi del personale continuano a crescere: al 31 dicembre dell’anno appena trascorso risultano schizzati a quota 11,8 milioni di euro rispetto ai 9,1 dell’anno precedente.
A dispetto del progetto congelato su cui incombe l’incognita di una nuova gara, gli stipendi insomma corrono, specie per i super dirigenti: nel 2024 erano 19 a cui erano stati corrisposti 4,5 milioni per una media di 237mila euro l’anno a persona. Nel 2025 si sono aggiunti altri 4 dirigenti portando i costi a 6,1 milioni e una media stipendi, anche se non tutte le retribuzioni sono ugualmente da urlo, lievitata a quota 268mila euro.
Poi naturalmente nel 2025 sono accorsi nella Spa del Ponte anche altre figure di diverso livello. Ma anche qui il trend è confermato, con un aumento di assunzioni anche di quadri e impiegati: nel 2024 erano rispettivamente 48 e 17 unità per un costo nel primo caso di 3,9 milioni totali e nel secondo di 754 mila euro. Mentre nel 2025 i quadri sono cresciuti a quota 66 (per un costo di 4,5 milioni) e gli impiegati in servizio sono diventati 27 (1,1 milioni). Per ricapitolare, nel 2025 il costo del personale della Stretto di Messina spa ha sfiorato i 12 milioni di euro, contro i 9,1 del 2024 e i 2,5 milioni del 2023, primo anno del riavvio ufficiale delle attività.
Al tempo dello scongelamento del progetto del Ponte ci si era affrettati a procedere con i distacchi da Anas e da Rfi e a reclutare le professionalità esterne “in considerazione della complessità e del carattere eccezionale dell’opera nonché della stringente tempistica del programma di riavvio delle attività previsto dal decreto”. Ma la dinamica è proseguita anche nel 2024 e nel 2025 facendo schizzare i costi per il personale, nonostante gli inciampi culminati con l’altolà della Corte dei Conti che ha negato il visto di legittimità dopo le forzature: la convenzione con la società Stretto di Messina per la realizzazione del Ponte è incompatibile con le regole europee, hanno stabilito i magistrati contabili, avvertendo il governo sui rischi anche rispetto ai costi a carico dello Stato “indefiniti e incerti”. Concetto peraltro ripetuto due giorni fa anche dall’Anac, che ritiene non ci sia altra via se non quella di rifare la gara per assegnarne i lavori del Ponte. Ipotesi questa respinta dall’ad Ciucci, convinto che la fase di avvio dei lavori potrà partire senza ulteriori ostacoli o rinvii nell’ultimo trimestre del 2026. Chi vivrà vedrà. Intanto però, se l’opera partirà davvero o no sarà comunque un successo per chi lavora alla Stretto di Messina spa.
Da metà del 2023 a dicembre 2025 erano già stati pagati stipendi per 23,5 milioni di euro anche se si tratta di argomento sensibile. Lo scorso anno di questi tempi la società amministrata da Ciucci aveva scritto al Fatto per smentire l’impennata degli stipendi tra il 2023 e il 2024. “La Società Stretto di Messina è ripartita nel giugno del 2023 e il costo del personale riguarda soltanto pochi mesi del 2023, mentre per il 2024 si riferisce all’intero anno”. E la deroga al tetto sui compensi? “Riguarda due dirigenti di alto profilo e risponde alla necessità di assicurare alla società le professionalità idonee per la realizzazione di un’opera come il ponte sullo Stretto di Messina e, quindi, di essere in grado di dialogare, negoziare e controllare tutti i soggetti italiani e internazionali coinvolti nella realizzazione che possono contare su organizzazioni di primo livello”. E il meglio doveva ancora venire.