repubblica.it, 26 marzo 2026
Cambio al vertice dello Ior: François Pauly nuovo presidente
Sarà il lussemburghese François Pauly il nuovo presidente del consiglio di sovrintendenza dello Ior, la cosiddetta banca vaticana. Lo ha annunciato oggi lo stesso Istituto per le Opere di Religione. Pauly subentrerà a fine aprile a Jean-Baptiste de Franssu, che ricopriva l’incarico dal 2014.
Se in passato il presidente dello Ior era una figura di grande influenza, talvolta non priva di ombre, e personaggi come monsignor Paul Casimir Marcinkus (corresponsabile del crac del Banco Ambrosiano), Angelo Caloia (condannato dal tribunale vaticano per una vicenda di dismissione del patrimonio immobiliare) o Ettore Gotti Tedeschi (sfiduciato dal consiglio di sovrintendenza nell’ultimo scorcio del pontificato di Benedetto XVI) erano note al grande pubblico, negli ultimi anni quel ruolo è stato più defilato, non da ultimo perché, per archiviare i problemi del passato, lo Ior è stato profondamente riformato e sottoposto alla vigilanza dell’authorityfinanziaria (Asif). Ad avviare la riforma fu Ernst von Freyberg, nominato da papa Ratzinger poco prima di lasciare il pontificato, e nel 2014, poco più di un anno dopo il Conclave che elesse Francesco divenne presidente De Franssu, banchiere francese, oggi 62enne.
Il quale, informa una nota diramata oggi dallo stesso Ior, “che rimarrà in carica fino alla riunione del Consiglio prevista per il 28 aprile 2026, quando saranno approvati i risultati finanziari dell’Istituto al 31 dicembre 2025”. A quel punto assumerà la presidenza François Pauly, membro del Consiglio di Sovrintendenza dal 2024. Cittadino lussemburghese, Pauly “vanta una solida e ampiamente riconosciuta esperienza nel settore finanziario”: ha iniziato la sua carriera in ambito bancario alla fine degli anni Ottanta e ha ricoperto incarichi di primo piano in diversi Paesi europei. In Italia è stato Deputy Chief Executive Officer di Dexia Crediop nel 2002-2003. Successivamente è stato CEO e Chairman di Banque Internationale à Luxembourg (2011-2016) e membro del Consiglio di Amministrazione del Fondo Pensioni Vaticano (2017-2021). Pauly è attualmente Presidente di La Luxembourgeoise Group e fa parte della Commissione per gli Affari Economici dell’Arcidiocesi di Lussemburgo, guidata dal cardinale gesuita Jean-Claude Hollerich. È inoltre membro dei consigli di amministrazione di diverse società nei settori assicurativo, bancario e dell’asset management in Lussemburgo, Svizzera e Belgio.
L’ingresso di Artime, il ruolo di Mammì
Oltre al consiglio di sovrintendenza, a guidare lo Ior è anche la Commissione cardinalizia di vigilanza, che di recente ha visto il presidente, il cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn, andare in pensione, subentrare il cardinale Angel Fernandez Artime, salesiano spagnolo, e il cardinale Giuseppe Petrocchi, 77 anni, arcivescovo emerito dell’Aquila, assumere per ora la presidenza. Figura-chiave all’interno dello Ior, inoltre, è il direttore generale, Gian Franco Mammì, fortemente voluto da papa Francesco, e grande sostenitore della riforma dell’Istituto: lui, tra l’altro, a denunciare alla magistratura vaticana la richiesta di finanziamento arrivatagli dalla Segreteria di Stato per finalizzare l’acquisto di un palazzo di Londra finito al centro del processo in cui è imputato tra gli altri il cardinale Angelo Becciu.
I risultati rivendicati
Nella nota, De Franssu rivendica i risultati ottenuti: “Dal 2014, dopo un lungo periodo caratterizzato da difficoltà gestionali, il Consiglio di Sovrintendenza, insieme alla Commissione Cardinalizia, ha guidato lo Ior attraverso una profonda trasformazione strutturale. Questo processo ha consentito all’Istituto di acquisire una forte credibilità internazionale e di ottenere solidi risultati finanziari, che, per il 2025, saranno resi noti a breve. Le riforme di ampia portata attuate in stretta e proficua collaborazione con il Direttore Generale e il personale dello Ior hanno stabilito un solido assetto di governance, una cultura improntata alla trasparenza, un forte orientamento al servizio clienti e funzioni di controllo ben strutturate”. L’Istituto ha oltre 12mila clienti e intrattiene rapporti con oltre 35 banche corrispondenti in tutto il mondo.