repubblica.it, 26 marzo 2026
Parlamento europeo: “Abuso d’ufficio è reato grave”
È la settimana nera di Carlo Nordio, dopo l’esito del referendum e le dimissioni “spontanee” della sua capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. Con Fdi che lo scarica in Europa.
Il Parlamento europeo ha approvato in plenaria a Bruxelles la “Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla lotta contro la corruzione” e il colpo finale è arrivato proprio da casa: i deputati europei di Fratelli d’Italia hanno votato a favore del testo, di fatto smentendo il loro stesso ministro della Giustizia. “Un’altra batosta per Meloni e Nordio sulla giustizia”, commenta il presidente del M5S, Giuseppe Conte.
Nel documento normativo l’abuso di ufficio viene considerato un reato grave, e tutti gli Stati membri saranno tenuti a prevederlo. Reato che era stato cancellato proprio dal ddl Nordio un anno e mezzo fa. Ora l’Italia ha due anni di tempo per mettersi in regola, cioè per “recepire la direttiva”, altrimenti rischia una procedura d’infrazione.
Il voltafaccia degli eurodeputati di FdI è tanto più clamoroso se si considera che in Commissione Libe (per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni) gli stessi si erano astenuti – imbarazzati – mentre votavano a favore Renew, socialisti, popolari, i rossoverdi di The Left e i Greens. In plenaria, evidentemente, hanno scelto di non reggere il peso politico di un voto contrario a una norma anticorruzione europea.
"Se vedo ai voti all’interno del Consiglio Ue, l’Italia ha votato a favore di queste regole. Quindi spero che la direttiva sia applicata”, commenta la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola. “L’Italia dovrà obbligatoriamente reintrodurre come reato almeno due fattispecie, tra le più gravi, nell’ambito dell’abuso di ufficio – sottolinea invece la relatrice Raquel Garcia Hermida – Il mandato è molto chiaro sull’abuso di ufficio”.
"Rimarginiamo una ferita e non solo, oggi di fatto si è votata la sfiducia al ministro Nordio che con una legge che porta il suo nome cancellò l’abuso d’ufficio togliendo una tutela alla dignità dei cittadini”, commenta il 5 Stelle Giuseppe Antoci.
Le reazioni
"Se questa direttiva del Parlamento europeo modifica il quadro normativo, è possibile che la Corte sarà chiamata nuovamente a fare il controllo che l’articolo 111, primo comma, della Costituzione prevede. Prima ancora, ovviamente, sarà la politica chiamata a prendere atto di questa nuova legislazione europea”., commenta il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso durante la conferenza stampa a margine della relazione annuale della Consulta.
Una “batosta” per la premier e Guardasigilli sostiene Giuseppe Conte: “Il governo italiano sarà costretto a fare retromarcia sulla cancellazione dell’abuso di ufficio. È stata appena approvata dal Parlamento europeo la direttiva anticorruzione che impone agli Stati membri di punire la condotta dei pubblici ufficiali che commettono abuso d’ufficio. In pratica, Meloni e Nordio che avevano cancellato questo reato per privilegiare politici e colletti bianchi che abusavano del proprio potere nei concorsi e nelle gare pubbliche, adesso dovranno reintrodurlo – scrive sui social il leader dei 5 stelle – Il governo italiano ha provato sino all’ultimo a contrastare l’iter di questa direttiva, ma si è trovato isolato in Europa. Sono orgoglioso che il Movimento 5 Stelle, al contrario del governo, abbia combattuto questa battaglia dalla parte giusta in Europa con il nostro europarlamentare Giuseppe Antoci, unico relatore italiano della direttiva, che ha lottato durante i negoziati europei contro l’ostruzionismo di Meloni e soci”. Conclude Conte: “È una vittoria delle persone perbene e di chi vuole equità e giustizia. Dopo i 15 milioni di voti che hanno cancellato la riforma salva-casta e mandato a casa Santanchè, Delmastro e Bartolozzi un altro fallimento, un’altra figuraccia. Nordio dovrebbe prenderne atto e trarne le conseguenze, visto che è una riforma che ha voluto lui. E Meloni anziché continuare a fare leggi per salvare politici e potenti dopo 4 anni dovrebbe battere un colpo per le vere emergenze del Paese, per le difficoltà delle famiglie e delle imprese. Il tempo è scaduto”, conclude.
Parla invece di “un’altra sonora sberla al governo”, l’eurodeputato del Pd Alessandro Zan. Che aggiunge: “L’Europa rafforza la lotta alla corruzione ed è costretta a fermare le battaglie ideologiche del governo italiano. È l’ennesima dimostrazione del dilettantismo legislativo e giuridico di questa maggioranza, che perde credibilità non solo in Italia ma anche in Europa”. Anche per la responsabile giustizia e il capogruppo in commissione giustizia alla Camera, Debora Serracchiani e Federico Gianassi è “un’altra tegola si abbatte sul governo e sul ministero della Giustizia: la nuova direttiva anticorruzione europea, nonostante le rassicurazioni del ministro, ripristina nuovamente l’abuso d’ufficio. Chiediamo quindi a Nordio cosa intenda fare, visto che con la sua iniziativa normativa, il reato è stato abolito, contravvenendo cosi alla direttiva che era già in discussione. Circostanza che avevamo più volte segnalato, anche per evitare una potenziale infrazione. Ennesima decisione arrogante e non condivisa che si rivela un boomerang per un governo che sta in Europa solo a parole”. Serracchiani e Gianassi annunciano poi di aver depositato, insieme a tutti gli altri componenti dem, una interrogazione all’esecutivo per chiedere spiegazioni.