corriere.it, 26 marzo 2026
Dazi Ue-Usa, il Parlamento europeo approva l’intesa
La plenaria del Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza la posizione negoziale sui due regolamenti che attuano alcuni aspetti tariffari dell’accordo di Turnberry del luglio scorso con gli Stati Uniti, eliminando la maggior parte dei dazi Ue sui prodotti industriali e agricoli statunitensi (417 voti a favore, 154 contro, 71 astensioni), inclusi quelli sulle aragoste (437 a favore, 144 contro, 60 astensioni).
Il voto era stata rinviato a gennaio per le minacce da parte del presidente Usa Trump di ritorsione sul piano commerciale nei confronti di alcuni Paesi Ue che avevano inviato truppe in Groenlandia in solidarietà con la Danimarca dopo le pretese avanzate da Washington sull’isola nell’Artico. Il voto era poi stato sospeso di nuovo per le mosse di Trump dopo la sentenza della Corte Suprema e per le minacce alla Spagna.
Nuove salvaguardie e clausole
Rispetto alla proposta della Commissione, gli eurodeputati hanno introdotto alcune salvaguardie e rafforzato la clausola di sospensione, prevedendo lo stop totale o parziale delle preferenze commerciali se gli Stati Uniti dovessero imporre dazi aggiuntivi superiori al limite concordato del 15%, o nuovi tipi di dazi sui beni provenienti dall’Ue.
Inoltre gli eurodeputati hanno introdotto la «sunrise clause» che garantisce che le preferenze tariffarie dell’Ue entreranno in vigore solo dopo che gli Stati Uniti avranno effettivamente adempiuto ai propri impegni, che includono la riduzione dei dazi sui prodotti dell’Ue con contenuto di acciaio e alluminio inferiore al 50%, fino a un massimo del 15%. Il Parlamento ha anche concordato una data di scadenza per il regolamento principale, fissata al 31 marzo 2028.
Ora tocca al negoziato
Ora inizia il negoziato sul testo con gli Stati membri che sono intenzionati ad accelerarne l’approvazione. Non sarà una trattativa facile per le pressioni di Washington che nei giorni scorsi ha minacciato di ritorsioni l’Unione europea sul piano energetico – gli Usa forniscono all’Ue il Gnl e petrolio – in caso di modifica dell’intesa di luglio. A Washington non piacciono, ovviamente, le clausole di salvaguardia.