corriere.it, 26 marzo 2026
Gasparri costretto a dimettersi da capogruppo di Forza Italia
La decisione è presa. Maurizio Gasparri lascia la presidenza del gruppo di Forza Italia in Senato dopo la lettera dei 14 senatori (tra loro i ministri Casellati e Zangrillo) su 20 complessivi che chiedevano un avvicendamento nell’interesse dell’unità del partito. Il suo posto sarà preso da Stefania Craxi. Gasparri, uomo molto vicino al segretario Antonio Tajani, dovrebbe andare alla presidenza della commissione Esteri lasciata libera da Craxi. Sarà votato nei prossimi giorni.
Dopo il risultato del referendum, molto deludente anche e proprio nelle regioni guidate da presidenti forzisti, come quelle del Sud, si è aperto un aspro confronto interno agli azzurri. A sollecitare un’analisi approfondita e cambiamenti immediati sarebbe stata anche la famiglia Berlusconi. Del resto il primo a nominare Gasparri sostenendo che ci fosse bisogno di «facce nuove» era stato Pier Silvio Berlusconi nel luglio scorso.
Adesso a determinare la svolta è stata una lettera di 14 esponenti di Forza Italia, compresi i due ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati, ma anche la stessa Craxi. Ed è stata proprio la firma di Zangrillo, da sempre molto vicino alla famiglia Berlusconi, ad alimentare le voci secondo cui il cambio sarebbe stato sollecitato dai due figli del Cavaliere. «Non sottovalutiamo» quel che è successo il 22 e il 23 marzo, soprattutto al Sud, dove gli azzurri dovevano difendere molto meglio la bandiera della riforma della giustizia. Una spinta ad approfondire l’analisi e valutare cambiamenti. Che poi questi cambiamenti possano concretizzarsi in un avvicendamento alla guida dei gruppi parlamentari è tutto da vedere.
Tajani, dopo la riunione con i vice di due giorni fa, ieri ha riunito i segretari regionali per preparare la fase congressuale: è la linea del segretario. Ma anche a valle di questa ultima riunione, è emerso uno scontento riconducibile, secondo chi era presente, alla minoranza interna. «Per rilanciare il partito – l’opinione condivisa, secondo quanto viene riferito, da diversi dirigenti come Elisabetta Casellati, Alessandro Cattaneo, Licia Ronzulli e la stessa Stefania Craxi – non serve precipitare i tempi dei congressi regionali che, anzi, possono esacerbare le divisioni. Servono temi più popolari, coraggio e volti nuovi». Lo spirito sarebbe condiviso da Marina e Pier Silvio Berlusconi che da tempo sostengono la necessità per FI di esibire frontman con «capacità comunicativa e ideativa». Un ricambio da portare avanti mantenendo un’armonia, almeno pubblica, con il segretario: «Di certo la famiglia non vuole che volino stracci, ma il tempo per cambiare qualcosa è ora», avvertono dalla minoranza.