Corriere della Sera, 26 marzo 2026
I genitori della famiglia nel bosco al senato
Sotto le volte di Palazzo Giustiniani anche il cestino di vimini che oscilla graziosamente dal braccio di Catherine, acquista solennità. Pare, infatti, l’accessorio perfetto per raccontare la giornata più insolita del Senato, fra happening di cronisti ed emozioni sincere. L’avventura neorurale dei genitori di Palmoli diventa fiaba istituzionale, appello ufficiale a ricongiungere babbo, mamma e piccoli Trevallion. Magico il luogo, magica la giornata: una tiepida mattina di primavera nel cuore di Roma. Finirà con la lettura commossa di una lettera che è insieme abbraccio e impegno, dopo un incontro durato quaranta minuti con la seconda carica dello Stato, il presidente Ignazio La Russa: «Ciò che Nathan ed io siamo venuti ad offrire qui oggi era la nostra verità e il nostro continuo impegno ad essere quei genitori responsabili, rispettosi e amorevoli che siamo», confida Catherine Birmingham alla folla di giornalisti e fotografi, radunata di fronte al palazzo. Peace and love è, in fondo, l’adagio ripetuto da questi cittadini del mondo che hanno vissuto l’Europa per poi approdare in Abruzzo con i loro animali. Abbiamo vissuto in pace e in armonia. Abbiamo vissuto nel rispetto delle leggi dello Stato e della Costituzione italiana e non abbiamo mai fatto del male ai nostri bambini. Non li abbiamo mai privati dei loro bisogni o abbiamo mai fatto danno ai nostri vicini, al nostro Comune e alla terra in cui viviamo» spiega, commossa, lei. Vicino, il marito, Nathan, imbrigliato in un completo grigio senza cravatta. Il partner che la narrazione ufficiale vuole caratterialmente opposto alla moglie, ovvero arrendevole e aperto. Oggi quel babbo appare altrettanto fremente, abbastanza da ricorrere al fazzoletto per asciugarsi gli occhi umidi.
«Abbiamo scelto l’Italia – proseguono – perché aveva gli stessi valori con cui volevamo crescere i nostri bambini. E cioè la famiglia, l’amore, lo stare insieme, il vivere e il mangiare in maniera naturale, e più di tutto un’esistenza piena d’amore e pace dove le persone si supportano».
Il messaggio affettuoso di Catherine sembra dissolvere momentaneamente il ricordo dei provvedimenti. Per un attimo la scena suggerisce l’upgrade di una famiglia straniera, trionfalmente accolta in Italia. Ma è pura illusione perché i problemi giudiziari fanno nuovamente capolino: «Siamo sempre stati rispettosi delle leggi e delle regole e non abbiamo mai giudicato, litigato, né abbiamo mai instillato nei nostri bambini odio o sfiducia nei leader e nelle autorità giuridiche e istituzionali intorno a noi. Come una madre e un padre che adorano i loro bambini, che hanno sempre messo i loro bisogni al primo posto, che hanno sempre agito nella consapevolezza e nella conoscenza di ciò che era giusto per loro, pur consapevoli di non essere né perfetti né di possedere verità assolute, essere presi di mira e attaccati nel modo in cui lo siamo stati noi va oltre la nostra capacità di accettazione e comprensione». Infine, i ringraziamenti al presidente del Senato per «averci ricevuto e supportato con grande umanità».
Fuori, intanto, tornano le polemiche per quella che appare un’iniziativa controversa: «C’è da rimanere senza parole nel dover constatare l’analfabetismo in materia di tutela dei diritti dei minori e sul fronte del rispetto delle istituzioni che in prima linea lavorano proprio per questo», dice la senatrice Pd Sandra Zampa. Mentre per Michela Di Biase, capogruppo in commissione Infanzia «la scelta rischia di aumentare ulteriormente la sovraesposizione dei bimbi».