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 2026  marzo 25 Mercoledì calendario

Cervelli in fuga

Primi effetti collaterali del trionfo del No.
Il sottosegretario Delmastro lascia non solo la Bisteccheria d’Italia e la figlia del prestanome dei Senese, ma anche il governo e la politica, per presentare la prossima edizione di Delmasterchef.
Giusi Bartolozzi, l’altra capra espiatoria, sfugge d’un pelo al plotone di esecuzione e, come promesso, scappa all’estero fra i cervelli in fuga che han deciso di non tornare, alla ricerca del suo. Ma invano. Allora torna clandestinamente in patria e chiede ospitalità alla famiglia nel bosco. Ma trova tutto occupato dalla Picierno e dagli altri “riformisti del Sì”.
A Garlasco, Stasi telefona a Sempio: “Scusa, ma la Meloni non mi risponde: tu l’hai capito se il No conviene più a te o a me?”.
Migliaia di coppie con figli si barricano in cantina in attesa dei rastrellamenti dei magistrati non separati, ergo ansiosi di rapirli.
Appello del sindacato di base DPS (Detenuti Pedofili Stupratori) ai Tribunali di sorveglianza: “Ma non s’era detto che, se votavamo No, ci liberavate subito?”.
Calenda protesta perché i magistrati che dovevano essere “tolti di mezzo” festeggiano lo scampato pericolo cantando Bella Ciao, anziché Faccetta nera.
Il politico più intervistato dai giornali (Stampa, Messaggero, Foglio e Qn) per spiegare perché il Sì ha perso è l’unico che non dice cos’ha votato mentre il suo partito ha fatto campagna per il Sì rianimando le truppe del No. Massì, quello lì: il pelo superfluo.
Bocchino fa il nome dei due esperti che gli avevano garantito “la vittoria del Sì con 10-15 punti di scarto”: Nordio al sesto spritz e Sallusti da sobrio.
Il Foglio del rag. Cerasa allega il nuovo best-seller di Nordio Processo a Gesù per cavalcare l’onda lunga del Sì con un classico della malagiustizia: la mancata separazione delle carriere fra Anna e Caifa e fra Ponzio e Pilato.
Repubblica (da oggi Demokratya), dopo aver lanciato in prima pagina l’appello al Sì di Marina B, salta sul carro del No a risultato acquisito: “Mi sarà scappato un pro, ma io sono anti” (Totò).
Gaia Tortora rassicura il fan club: “In nome e per conto del 46% andiamo avanti. Sempre a testa alta”. Ad avercela.
Sechi&Cerno, i vedovi di casa Angelucci, attribuiscono i 14,5 milioni di No al “Mezzogiorno assistito” e fancazzista e al popolo “dell’ayatollah, di Hamas, di Hezbollah”, nonché alle “migliaia di islamici”. Che, siccome “i cattolici votano Sì” (Mantovano), hanno ormai la maggioranza assoluta.
Sallusti, quello che “Vinciamo noi del Sì perché abbiamo un santo in Paradiso: Berlusconi”, s’interroga se non sia santo, o non sia in Paradiso, o abbia votato No.
Aspirante suicida disdice il viaggio in Svizzera e opta direttamente per il podcast di Fedez.