lastampa.it, 25 marzo 2026
Forse trovati i resti di D’Artagnan a Maastricht
Iresti di Charles de Batz de Castelmore – ovvero il quarto moschettiere d’Artagnan – potrebbero essere stati finalmente ritrovati in una chiesa nei pressi di Maastricht, provando così la teoria della storica francese Odile Bordaz. Lo riportano diversi media olandesi, come DutchNews. La studiosa ha infatti ipotizzato nel 2008 che d’Artagnan potesse essere stato sepolto «in fretta, come era consuetudine in tempo di guerra», nella chiesa adiacente all’accampamento militare francese di Wolder.
D’Artagnan, capo del corpo d’élite dei gentiluomini del re Luigi XIV, morì in battaglia nel 1673 durante l’assedio francese di Maastricht, probabilmente a causa di una ferita provocata da un proiettile di moschetto. La sepoltura non fu registrata negli archivi della chiesa e non fu mai stata trovata alcuna altra prova. Ma a febbraio il pavimento della chiesa è crollato, portando alla luce uno scheletro, con ciò che restava di un proiettile di moschetto all’altezza del petto e una moneta francese. «Il corpo è stato trovato dove un tempo si trovava l’altare», ha detto il diacono Jos Valke a L1Nieuws. «Lì venivano sepolti solo reali o altre persone di rango», ha aggiunto. Il Dna prelevato dai denti dello scheletro è attualmente in fase di confronto con quello di un discendente di un membro della famiglia De Batz.
D’Artagnan era il braccio destro di Luigi XIV per questioni di spionaggio, missioni segrete e protezione personale. Quando la notizia della sua morte giunse al re, disse alla moglie Maria Teresa: «Ho perso d’Artagnan, di cui mi fidavo ciecamente e che era capace di tutto». Figura storica poco conosciuta, divenne famoso in tutto il mondo solo in seguito alla pubblicazione dell’opera di Alexandre Dumas, ’I tre moschettieri’, nel 1844. Il libro – poco attinente alla realtà – inquadra D’Artagnan come il quarto moschettiere, insieme ad Aramis, Porthos e Athos e lo ha reso davvero immortale: a Maastricht, ad esempio, c’è una sua statua che lo ritrae in quanto simbolo di «coraggio e amicizia».