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 2026  marzo 25 Mercoledì calendario

Sette insegnanti su dieci hanno subito aggressioni

Entrano in classe con i libri sotto braccio. E l’autorità sempre più fragile. A volte, tornano a casa con un referto medico. Sette insegnanti su dieci – almeno una volta nella loro carriera – sono stati picchiati, insultati o cyberbullizzati dai genitori: l’analisi è della rivista La Tecnica della Scuola. Il focus registra un’escalation di violenza che trasforma le aule in ring. La scuola in un luogo di conflitto: parole che feriscono, mani che colpiscono, genitori trasformati in avvocati d’assalto dei propri figli. E docenti sempre più soli.
Il sondaggio è recente, febbraio 2026: su 606 docenti il 73,8% dichiara di avere subito, almeno una volta, aggressioni dai genitori dei propri studenti: l’89,3% verbali (offese, minacce), il 25,2% digitali (chat, social), il 5% fisiche. Prevalgono le superiori, con il Nord al 46,2% del campione.
L’ultimo caso di aggressione è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: una docente è stata accoltellata da uno studente fuori da scuola. A Foggia, il 13 febbraio 2026, fu un padre ad irrompere in classe e a schiaffeggiare un prof di lingue. Voleva vendicare un rimprovero fatto alla figlia: prognosi 7 giorni. Episodi come questo, con genitori “sindacalisti” dei figli, continuano a preoccupare.
Le contromisure del ministro Valditara
I dati ufficiali del ministero dell’Istruzione e del Merito – che dal 2023 ha attivato un monitoraggio sistematico— segnalano un calo che Valditara attribuisce “all’inasprimento delle pene”. Nell’anno scolastico 2023/2024 gli episodi formalmente registrati erano stati 71; nel 2024/2025 sono scesi a 51; nei primi mesi del 2025/2026 il Mim ne ha contati 4, contro i 21 dello stesso periodo dell’anno precedente. Il decreto Sicurezza introduce aggravanti per i genitori responsabili e pene fino a 16 anni, l’arresto in flagranza per lesioni e sanzioni economiche fino a 10mila euro per danno d’immagine alle scuole. Valditara ha sempre rivendicato la linea dura con parole nette: “Episodi di violenza non sono tollerabili. È necessario restituire ai docenti dignità e autorevolezza. Chi aggredisce un lavoratore della scuola aggredisce lo Stato”.