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 2026  marzo 24 Martedì calendario

Niall Horan parla del suo nuovo album e degli One Direction

Era il 2010 e cinque ragazzini britannici non ancora maggiorenni – Niall Horan, Liam Payne, Harry Styles, Louis Tomlinson e Zayn Malik – si presentarono alle selezioni di X Factor Uk e venivano convinti dal patron del programma Simon Cowell a unire le loro forze in una band: nascevano così gli One Direction che per cinque anni avrebbero dominato le platee giovanili di tutto il mondo. Poi la band si sciolse e ognuno seguì la sua strada. Ora quei ragazzini sono tutti trentenni, tranne Liam Payne tragicamente morto nel 2024. Il più gamoso è diventato Harry Styles, il cui ultimo album Kiss All The Time. Disco, Occasionally un tour imponente: dodici serate consecutive allo stadio di Wembley e trenta date di fila al Madison Square Garden, un doppio record che conferma la sua statura globale. Zayn Malik ha annunciato Konnakol, il suo quinto lavoro, insieme a un tour mondiale in stadi e arene di tre continenti. E Niall Horan annuncia che il suo quarto album, Dinner Party, è finalmente pronto, condividendo sui social una clip al pianoforte che ha subito scatenato i fan.
Niall Horan, con Dinner Party si apre ufficialmente una nuova fase musicale. Quanto rappresenta la sua crescita personale e artistica?
«Gran parte dell’album esplora quel conflitto interiore tra l’innamorarsi e il terrore di perdere l’altra persona, e come quel rischio sia in realtà la parte più bella. Ci sono amore, intimità, paura, perdita, speranza, sogni. Per la prima volta ho incontrato una ragazza per la quale valesse la pena scrivere e tutto è cambiato. Si chiama “Love at first sight”, ci sono momenti che cambiano la vita e permettono di descrivere l’attimo in cui diventiamo più grandi. Fanno guardare al passato con nostalgia mista all’eccitazione per il futuro che arriva».
Ha voluto lavorare con Julian Bunetta e John Ryan, i maghi dietro i successi degli One Direction: cosa le hanno consigliato o portato in dote?
«Ho lavorato con gli uomini, gli amici che hanno scritto le canzoni più belle dei One Direction e mi hanno spinto forte come non pensavo potessero fare. Sono diversi rispetto al passato. Hanno lavorato sull’ r’n’b, suonato tutti gli strumenti e poi loro capiscono quanto io ami la musica dal vivo: mi sono stati vicini così come hanno fatto per Espresso con Sabrina Carpenter. Volevo che in studio sviluppassimo le cose come dovevano essere. Purtroppo non verranno con me in tour ma mi sarebbe piaciuto tantissimo».
C’è una canzone dell’album che le ha fatto paura scrivere?
«Diventando più vecchio mi frega meno di un sacco di cose e non mi preoccupo più del giudizio altrui e delle conseguenze dele mie azioni. Ci sono sempre elementi che ti porti dietro specialmente quando vivi sotto lo sguardo del pubblico per così tanto tempo. Nel disco ci sarà un pezzo acustico molto onesto che, al contrario, mi è stato sconsigliato di fare e invece ne vado fiero. Si intitola Better Man ed è una ballata, forse la canzone più bella che ho scritto; è vulnerabile, un flusso di coscienza fra me le corde della chitarra»..
Si sente sottovalutato rispetto agli altri ex One Direction?
«No assolutamente e perché poi? Siamo sempre stati molto bene assieme, siamo sempre stati come fratelli (sorride, ndr)».
Sono passati anni ma il legame emotivo con la band rimane forte. Qual è oggi il primo ricordo che arriva se ti dico “One Direction”?
«Mi ricorda il vostro stadio di San Siro. Era il 2014 e in camerino mi regalarono la sciarpa dell’Inter: ce l’ho ancora e sono ancora un fan di quella squadra. Quando guardo a quel ragazzino di fronte a 60 mila persone in adorazione… so che io e tutti i miei compagni ci siamo super divertiti. Fu magico».
C’è qualcosa che avresti voluto dire a ragazzi e non ha mai detto?
«Forse avrei voluto ringraziarli di più; solo noi cinque possiamo capire l’adorazione che abbiamo ricevuto. Abbiamo condiviso la stessa presenza, il divertimento e quello che è successo. Sì, forse mi sarebbe piaciuto ringraziarli di più».
Che rapporto ha con Harry Styles? Da un punto di vista artistico ha raggiunto vette stratosferiche.
«Harry è il ragazzo della porta accanto, lo è sempre stato. Ora vive a Roma, beve caffè, legge libri e i romani lo hanno abbracciato come fosse uno di loro o almeno questo è quello che mi dice».
Parliamo di Liam Payne, non possiamo evitarlo: la sua scomparsa è stata devastante. Chi lo ha amato, chi lo ha seguito, chi ha condiviso un pezzo di vita con lui: tutti hanno sentito la perdita. Che ricordo personale si sente di condividere?
«È stato tristissimo per tutti, per la famiglia, per noi, per i fan del mondo. È stato risucchiato in una spirale che nessuno potrà mai nemmeno immaginare e per questo provo solo un grande vuoto. Mi fermo qui».