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 2026  marzo 25 Mercoledì calendario

Istat, diecimila senza fissa dimora in Italia

Le hanno contate di notte, perché è la notte il momento più duro per le persone invisibili. Uomini, donne, anche giovani, la cui “casa” è un sottoportico, un giaciglio di stracci, una panchina nel parco, un cartone e un materasso negli angoli delle stazioni. Persone simili a fagotti nel buio, spesso aggredite, le donne abusate, falcidiate dal freddo, il più delle volte dimenticati. In tre notti, dal 26 al 28 gennaio 2026 con l’aiuto di centinaia di volontari coordinati dalla “Fio.Psd”(Federazione italiana organismi per le persone senza dimora), l’Istat ha censito la popolazione degli ultimi degli ultimi, di chi vive oltre la povertà estrema, in 14 comuni metropolitani. (E proprio ieri a Genova un uomo senza fissa dimora, Gregory, di 65 anni, è stato trovato morto dalle squadre che distribuivano coperte e pasti caldi).
Da Torino a Genova, e poi Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania, Cagliari, le squadre di volontarie e volontari – tanti i giovani – non soltanto hanno “contato” le persone senza fissa dimora, ma le hanno intervistate, cercando di capire perché a poco a poco, oppure ad un tratto, si finisce con il dormire per strada o nei centri di accoglienza notturna.
Se la casa è una strada
Secondo i primi risultati di questa indagine, dal titolo emblematico “Tutti contano”, che ha censito unicamente chi davvero ha la strada o il dormitorio come “domicilio”, sono 10.037 le persone senza dimora, di almeno 18 anni di età. Tra questi, 5.563 persone (55,4 per cento) erano ospitate nelle strutture di accoglienza notturna, mentre 4.474 persone (44,6 per cento) sono state conteggiate in strada, in spazi pubblici o in sistemazioni di fortuna. Roma presenta il valore assoluto più elevato (2.621 persone, di cui 1.299 in strada), seguita da Milano (1.641, di cui 601 in strada), Torino (1.036, di cui 372 in strada) e Napoli (1.029, di cui 566 in strada). Reggio Calabria registra la minore presenza di persone senza dimora (31 persone, 14 in strada); seguono Messina (129 persone, 25 in strada) e Catania (218 persone, 78 in strada). Le donne, fra le persone senza dimora, rappresentano una minoranza: in struttura risultano essere 1.189 rappresentando il 21,4 per cento; circa il 12 per cento.

Anziani e giovani
Nelle strutture di accoglienza notturna le persone di nazionalità straniera sono oltre i due terzi del totale (3.838 contro 1.725 di nazionalità italiana) e, anche tra chi è stato rilevato in strada, rappresentano il 70,5 per cento dei casi con nazionalità individuata. I giovani (tra i 18 e i 30 anni) rappresentano il 15,3 per cento (851 persone) degli ospiti delle strutture, le persone tra i 31 ai 60 anni il 61,3 per cento (3.413), mentre gli ultrasessantenni il 23,4 per cento (1.299). Tra i conteggiati in strada, la quota di chi ha oltre 60 anni è significativamente più bassa, pari al 10,6 per cento dei casi con età rilevata, a vantaggio di una maggiore concentrazione nella fascia d’età compresa tra i 31 e i 60 anni (73,2 per cento).
La disponibilità di posti letto nelle strutture di accoglienza notturna considerate (pari a 6.678 posti letto) risulta inferiore al numero complessivo delle persone senza dimora conteggiate nelle strutture e in strada (10.037 persone), seppur con differenze rilevanti tra i comuni.
Roma in testa per numero di clochard
Roma accoglie oltre un quarto del totale delle persone senza dimora conteggiate (26,1 per cento); seguono Milano (16,4 per cento), Torino (10,3 per cento) e Napoli (10,3 per cento). Se complessivamente le persone senza dimora conteggiate in strada rappresentano il 44,6 per cento del totale, nelle quattro città delle Isole la quota risulta inferiore, raggiungendo il valore minimo a Messina (19,4 per cento); le quote più elevate si osservano invece a Genova (65,9 per cento), a Firenze (59,0 per cento) e a Napoli (55,0 per cento). Le persone senza dimora conteggiate corrispondono a circa lo 0,11 per cento della popolazione residente dei comuni considerati.
I dormitori 
La capienza media, pari a 30,8 posti per struttura. La numerosità e la dimensione delle strutture variano in maniera marcata sul territorio: si passa da una capienza media che supera le 50 persone per Milano a valori inferiori a 20 persone nel caso di Genova, Cagliari, Catania e Reggio Calabria. La capienza media è elevata anche a Palermo e Firenze, mentre a Roma, dove si registra il più elevato numero di strutture, la capienza è mediamente più bassa (29,5 ospiti). Le strutture si differenziano anche rispetto ai requisiti di accesso, tra chi permette l’accesso solamente a chi è in possesso di documenti d’identità validi e chi è più flessibile. Per il resto l’essere senza dimora è condizione sufficiente, in particolare in tutte le strutture informali, per essere accolti dopo aver seguito le procedure prestabilite per ciascuna struttura. Tutte le strutture differenziano l’accoglienza per genere (23 per donne, 104 per uomini, 90 miste); tra le informali, si sono registrate anche deroghe per casi di particolare bisogno.
Le donne senza dimora 
La presenza delle donne fra le persone senza dimora è da sempre tema d’interesse e di studio; la quota femminile è infatti decisamente inferiore a quella che caratterizza la popolazione residente, anche per effetto delle specifiche difficoltà che la condizione di senza dimora comporta per le donne in particolare. Dal conteggio realizzato, le donne in struttura risultano essere 1.189, cioè il 21,4 per cento delle persone senza dimora ospitate nelle strutture. Il numero di donne ospitate nelle strutture supera le 100 a Roma, Milano e Torino (insieme ospitano oltre il 60 per cento del totale delle donne conteggiate in struttura) e la quota femminile sul totale degli ospiti è molto variabile: si passa dai valori più bassi di Messina e Firenze (rispettivamente 10,6 per cento e 11,3 per cento) ai valori più alti di Milano (26,3 per cento), Roma (25,6 per cento) e Catania (23,6 per cento). Le persone di nazionalità italiana presenti nelle strutture sono 1.725 (31,0 per cento), mentre quelle di nazionalità straniera sono 3.838 (69,0 per cento).
Nel Sud tanti giovani in strada
Oltre il 60 per cento delle persone presenti in struttura ha tra i 31 e i 60 anni (3.413 persone, 61,3 per cento); quelle più giovani, tra i 18 e i 30 anni, rappresentano il 15,3 per cento (851 persone), mentre meno di un quarto supera i 60 anni di età (1.299 persone, ovvero il 23,4 per cento). Anche rispetto all’età la distribuzione nei 14 comuni metropolitani è diversificata. I giovani sono più presenti in alcune città del Sud e delle Isole (Bari 31,2 per cento, Catania 39,3 per cento e Messina 25,0 per cento), ma anche a Milano e Torino la loro presenza è relativamente elevata (20,5 per cento e 17,5 per cento rispettivamente). Al contrario, gli over 60 sono circa un terzo a Roma (33,1 per cento), Napoli (29,8 per cento) e Genova (29,6 per cento) e scendono a circa uno su 10 a Bari (le quote di Reggio Calabria sono influenzate dalla ridotta numerosità).
Stazioni, parchi e ferrovie
Nelle 14 città considerate, le persone senza dimora rilevate in strada, spazi pubblici e/o sistemazioni di fortuna sono complessivamente 4.474. Il numero varia in modo significativo tra le città oggetto di rilevazione; a Roma si supera il migliaio (1.299) e in altre tre città si registrano oltre 500 persone senza dimora: Milano (601), Napoli (566) e Genova (529). Cinque Comuni presentano valori compresi tra 100 e 500 persone: Torino (372), Bologna (263), Firenze (242), Palermo (182) e Venezia (153). Seguono le città con un numero inferiore a 100: Bari (80), Catania (78), Cagliari (70), Messina (25) e Reggio Calabria (14). Quasi la
(48,7 per cento) si trova in spazi pubblici privi di qualsiasi riparo. In particolare, le sistemazioni più frequenti sono quelle relative a giacigli di fortuna collocati direttamente su strada (35,1 per cento), seguite dai giacigli in aree verdi (11,4 per cento) o, in misura minore, in parcheggi (2,2 per cento). Un ulteriore 36,5 per cento di casi è stato rilevato in spazi urbani riparati, prevalentemente portici o sottopassi di ferrovie/ponti (32,1 per cento), mentre risultano residuali le presenze all’interno di strutture commerciali (2,1 per cento), di pertinenze di edifici pubblici od ospedali (1,9 per cento) o di edifici abbandonati (0,4 per cento). Quasi una persona senza dimora su 10 ha una sistemazione presso stazioni o terminal (9,3 per cento), una su 20 in tende o auto (5,5 per cento).

Poca lucidità, malessere e paura
Durante il conteggio, nella maggior parte dei casi, le persone intercettate dormivano, apparivano addormentate o, se sveglie, non hanno interagito oppure hanno mostrato scarsa lucidità (dovuta, ad esempio, a malessere fisico o ad alterazione); solo il 16,7 per cento ha cercato un’interazione mostrando anche lucidità.
Trattandosi di un conteggio basato sull’osservazione diretta in contesti e condizioni particolari, le caratteristiche individuali, come il genere, la fascia di età o la nazionalità, non sempre sono state individuate. Riguardo al genere, complessivamente sono 447 le donne individuate con certezza, pari al 9 per cento del totale delle persone conteggiate in strada. La quota femminile sale al 12 per cento circa se viene calcolata solo sui casi per cui è stato possibile osservare e attribuire il sesso.
La quota di persone per cui non è stato possibile identificare il sesso è risultata particolarmente elevata a Firenze (33,3 per cento), Roma (33,1 per cento) e Genova (28,6 per cento). Sui casi identificati, la quota femminile più alta si registra a Venezia (25,0 per cento), Napoli (16,0 per cento) e Bologna (14,8 per cento), mentre in altre città, Catania (5,3 per cento), Milano (6,0 per cento) e Firenze (8,1 per cento), la presenza femminile è molto ridotta.