repubblica.it, 25 marzo 2026
Gratta e Vinci, creano un software per scoprire i biglietti vincenti: danno erariale da 25 milioni
Avevano sviluppato un software capace di individuare preventivamente i biglietti vincenti dei “Gratta e Vinci” e li facevano acquistare da parenti e amici per incassare le vincite. È questa l’accusa contestata a cinque ex dipendenti della società Lottomatica holding, concessionaria dello Stato, dalla procura regionale del Lazio della Corte dei conti, che ha quantificato un presunto danno erariale complessivo pari a 25.067.224 euro.
Secondo quanto ricostruito, gli indagati avrebbero sfruttato le proprie credenziali di accesso ai sistemi informatici della concessionaria, all’epoca Lottomatica holding, manipolando i server attraverso un programma appositamente sviluppato. Il software avrebbe consentito di analizzare i dati relativi alla distribuzione dei tagliandi, individuando in anticipo quelli vincenti presso le ricevitorie.Gli accertamenti contabili sono stati eseguiti dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Roma, sotto la direzione del sostituto procuratore generale Eleonora Lener, nell’ambito di indagini penali su una presunta truffa ai danni dello Stato.
I biglietti vincenti, una volta individuati, sarebbero stati acquistati da parenti o conoscenti dei presunti responsabili, così da non destare sospetti. In condizioni normali, i proventi derivanti dalla vendita dei “Gratta e Vinci” vengono versati dalla concessionaria all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Tali somme costituiscono l’utile erariale lordo, ovvero l’importo complessivo delle riscossioni al netto delle spese, che include anche le vincite non reclamate dai giocatori.
Nel caso in esame, la società concessionaria – ritenuta del tutto ignara delle manipolazioni – avrebbe erogato premi milionari corrispondenti ai biglietti vincenti individuati illecitamente tramite il software. Le vincite avrebbero determinato una riduzione indebita delle entrate destinate allo Stato, poiché, in assenza della manipolazione, con elevata probabilità quei premi non sarebbero stati riscossi, restando nelle casse pubbliche. Al danno patrimoniale si aggiungerebbe anche un danno all’immagine subito dall’amministrazione pubblica, legato alla compromissione della fiducia nel sistema dei giochi statali. Sulla base degli elementi raccolti, la procura regionale ha notificato ai soggetti coinvolti un invito a dedurre. In virtù del principio della presunzione di innocenza, la responsabilità amministrativa potrà essere definitivamente accertata solo in caso di eventuale sentenza di condanna da parte del giudice contabile.