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 2026  marzo 25 Mercoledì calendario

Leonardo Fabbri parla del suo momento no

Da primatista stagionale a settimo classificato nel Mondiale indoor di Torun. Leonardo Fabbri, 22,50 nel getto del peso a febbraio, 20,92 domenica scorsa in Polonia nell’occasione che contava di più, ha dovuto affrontare ancora una volta una valanga di insulti via social. Una storia che si ripete ogni volta che il pesista fiorentino sbaglia una gara importante. «Quando ho vinto l’oro europeo e le tre medaglie mondiali, tutti zitti. È sempre così. Questo è il mondo in cui viviamo». Il suo post ha sollevato un polverone. Dalla sua parte tanti compagni di Nazionale.
Fabbri, è successo di nuovo.
«I leoni da tastiera: sbagliamo qualcosa e loro ci godono. Invidia. Forse stiamo vivendo un momento difficile come società. Si riversa tutto sugli altri, magari fa stare meglio. Le controprestazioni fanno parte dello sport. E invece ogni volta si torna alle Olimpiadi di Parigi, a quel quinto posto, in una giornata di pioggia poi, complicatissima. La mia vita è andata avanti. La loro è rimasta ferma lì».
Cosa le dicono?
«Che devo smettere di lanciare perché ho sbagliato la gara alle Olimpiadi. Ma perché? Ce n’è un’altra tra due anni e mi sto impegnando al massimo per provare a vincere quella».
Ma perché tutto questo odio?
«Per gioco, per sfogo. Ma non solo: ho ricevuto in questi due anni anche telefonate di persone che mi rinfacciavano di aver perso scommesse a causa mia. Ludopatici, probabilmente. Scommesse legali, immagino. “Sei una pippa, mi hai fatto perdere la schedina”. 50, 100 euro. Numeri anonimi, nemmeno gli attributi di affrontarti a viso aperto».
Ha denunciato anche messaggi di offese alla sua famiglia.
«Anche. Ti ritrovi ad aprire i social media, nel giorno della gara, e a leggere offese ai tuoi genitori. Incredibile. I miei patiscono più di me la situazione, perché anche loro guardano i social. È facile dire di ignorarli, ma non funziona così. In famiglia siamo tutti dei “buoni”, tutti risentiamo di questo trattamento assurdo. Mio padre ha voluto anche rispondere a questi messaggi, e ha ricevuto repliche inimmaginabili. Orribile».
Ha detto: “Sono finito in un buco nero, non mi diverto più”. Sta pensando di lasciare l’atletica?
«No, questo no. Ma domenica qualcosa si è rotto. Non ho trovato i miei riferimenti in pedana. Nel lancio di riscaldamento ho rischiato di ammazzare un giudice, tanto era fuori settore. Il peso mi è scivolato, poi sono andato in tilt mentalmente. In un Mondiale si lancia ogni 20-25 minuti, è difficile entrare in ritmo, la testa fa tutto».
Dopo è esploso.
«Ho scritto quel lungo post. Ho passato due giorni senza telefono, nessun messaggio se non alla mia famiglia».
Come si riparte?
«Lavorando. Cercando di capire dove si è sbagliato. Anche dal punto di vista mentale. Il mio mental coach Stefano Tavoletti è fondamentale. Alcuni hater mi hanno anche detto “prenditi un mental coach”. Ma io ce l’ho già da anni, come tanti altri sportivi e tanti compagni di Nazionale. La maglia azzurra è un valore e ha un peso. Nei meeting non è la stessa cosa. La tv dà tanto, ma amplifica nel bene e nel male una prestazione o una controprestazione».
Un anno fa ci fu un problema di compensi federali al suo allenatore Paolo Dal Soglio: questo continua a influenzare la sua serenità?
«Quella è acqua passata».
Ha sentito in questi giorni il presidente Mei, la Federazione?
«No, non ho ricevuto né messaggi né chiamate. Se mi dispiace? Inevitabilmente, però avranno dei buoni motivi, saranno stati occupati a fare altro».
Da Gimbo Tamberi a Nadia Battocletti, gli azzurri le hanno invece fatto sentire la loro vicinanza.
«Ecco perché l’atletica italiana vince: perché siamo una vera squadra, una vera famiglia, ci vogliamo un gran bene e ci sosteniamo. L’oro di Nadia è stato meraviglioso: l’ho incontrata la sera precedente, stava male, non se la sentiva di gareggiare. Tutti abbiamo vinto o perso gare. Noi atleti sappiamo sempre trovare le cose giuste da dire».
Dove la rivedremo?
«A maggio ci sono meeting in Botswana e in Sudafrica. Poi la Diamond League, inizierò dalla Cina. Farò anche il Golden Gala. Il focus è sugli Europei di Birmingham. Testa bassa e pedalare».