la Repubblica, 25 marzo 2026
Mps, il cda ha scelto Fabrizio Palermo
Il cda di Mps decide che Fabrizio Palermo sarà il candidato da proporre come ad all’assemblea dei soci il 15 aprile. Tuttavia rimanda una seconda volta, tenendo aperta a oggi la riunione, la revoca delle deleghe dell’ad attuale Luigi Lovaglio, che senza avvisare, o fare passi indietro, sabato si è schierato per il rinnovo con la lista rivale di Plt Holding dopo che il cda lo aveva scartato.
Fonti vicine al cda informano che la procedura per togliere i poteri esecutivi al banchiere lucano è quasi definita. Le ore di ieri sono trascorse nel confronto con la Bce, che ha ricevuto il carteggio con almeno due pareri legali di censura della condotta dell’ad per avere usato le strutture interne e le informazioni riservate per contrastare la strategia di discontinuità manageriale decisa dal cda Mps a inizio marzo.
Il passaggio è delicato, anche perché Lovaglio fu il fautore dell’Ops su Mediobanca, e del piano di integrazione chiesto dalla Bce e da lui presentato il 27 febbraio. L’iter dovrebbe chiudersi oggi con la revoca di tutte le deleghe da ad e la sospensione dal ruolo di direttore generale, aggiungono le fonti; a meno che Lovaglio non accetti di dimettersi.
Nell’attesa, il cda ha indicato il capo che vorrebbe domani: si tratta dell’ad di Acea ed ex guida della Cdp. La sua scelta, informa una nota, «è avvenuta dopo un processo strutturato, nel rispetto della normativa applicabile, degli orientamenti e delle migliori prassi di mercato». Al termine del quale Palermo «è risultato il candidato con il più elevato punteggio complessivo nell’ambito della valutazione, in base a criteri oggettivi e predeterminati, tra cui esperienza professionale, competenze manageriali e coerenza con le esigenze strategiche della banca». A indurre il cda a sfrondare le tre candidature iniziali c’è anche l’aumentata competizione che la lista outsider di Lovaglio porta nel voto.
Il cda Mps ha aggiunto di ritenere Palermo «il più idoneo, a supportare la banca nella trasformazione industriale e strategica in corso, anche vista la comprovata esperienza nella gestione di organizzazioni complesse, nei processi di cambiamento e nella creazione di valore». Toccherà a lui dire agli investitori (il 50% di Mps è in mano ai fondi) quale banca ha in mente, e attrarre quel 20-25% di preferenze che assicura il controllo del futuro cda. Per ora Palermo parte dall’11,5% di Caltagirone, da cui è stimato e con cui si è incrociato in Acea e nel cda Generali.
La banca ieri ha quindi inviato alla Bce le carte sui criteri fit & proper di Palermo, dopo averne «verificato la rispondenza ai requisiti previsti dalla normativa, anche con riferimento ai presidi di governance e alle competenze finanziarie e strategiche». Sempre per fronteggiare le «liste concorrenti», il cda ha cambiato l’ordine ai 20 nomi della sua lista, da alfabetico a ben studiato. Capolista è il presidente Nicola Maione, segue Palermo, poi Corrado Passera e Carlo Vivaldi (dapprima indicati come potenziali ad), poi Alessandro Caltagirone, Domenico Lombardi, Paolo Testi, Paolo Boccardelli. Fin qui gli otto sicuri del posto se la lista del cda vince.