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 2026  marzo 25 Mercoledì calendario

Il teatro Massimo di Palermo licenzia Chaslin per un contatto con Epstein

Uno schizzo di fango dello scandalo Epstein rimbalza sino a Palermo, nelle sale dorate della musica, e finisce per licenziare un direttore d’orchestra francese: il Teatro Massimo ha disdetto la collaborazione con Frédéric Chaslin, che a maggio avrebbe dovuto dirigere “Aida”, per eliminare l’imbarazzo creato da quando il nome del maestro è saltato fuori dai famigerati file del finanziere americano.
 
Chaslin ieri ha voluto portare alla luce, diffondendo il suo scambio di mail con il sovrintendente del Massimo Marco Betta, una vicenda affiorata nel febbraio scorso, quando venne a Palermo per dirigere un concerto su Beethoven. Alla vigilia del suo arrivo, infatti, s’era sparsa la notizia che nel 2013 Chaslin aveva suggerito a Epstein il nome di un’amica, Frederika Finkelstein, come traduttrice per visitare l’Opera di Parigi e Versailles. Incarico al quale l’interessata ha poi rinunciato, come risulta dagli stessi file Epstein.
Ma l’eco dello scandalo resta forte, in teatro cominciano i rumors e l’orchestra manifesta imbarazzo. Fiutato il puzzo di bruciato, al momento di iniziare la prova Chaslin chiede ai musicisti se hanno qualche domanda da porgli dicendosi pronto a rispondere ma, come testimoniano gli stessi orchestrali, sul momento nessuno se la sente di farsi avanti. Anche perché l’anno scorso, in occasione di un “Faust”, la stessa orchestra aveva manifestato grande apprezzamento per Chaslin, al punto che il maestro francese veniva indicato come un candidato al ruolo tuttora vacante di direttore musicale del Massimo.
Il disagio, però, resta, soprattutto tra le donne, sfocia nelle chat sindacali e finisce dritto negli uffici della direzione. E così dopo un incontro con il direttore artistico, Alvise Casellati, i professori d’orchestra dicono chiaro che non se la sentono di portare avanti la preparazione di un’opera complessa come “Aida”. E, benché annunciato come direttore dell’opera di Verdi sin dalla presentazione della stagione 2026, nel giugno dello scorso anno, non c’è ancora un contratto formale per “Aida”. Per il Consiglio di indirizzo del Massimo, presieduto dal sindaco Roberto Lagalla, è una porta spalancata: il sovrintendente scrive a Chaslin che «alla luce delle valutazioni complessivamente svolte non sarà possibile dare luogo alla collaborazione artistica». Fine dei giochi.
Ma Chaslin non ci sta e prova a chiarire, con tanto di dichiarazione del suo avvocato sull’assenza di denunce o indagini nei suoi confronti, lamentando che, pur in mancanza di un contratto, s’era fidato della parola data e del fatto che il suo nome figurasse in cartellone, anticipando di tasca propria 4200 euro per un alloggio Airbnb e 1000 euro per i voli in vista del soggiorno a Palermo. «Ho sempre sentito dire che l’onore è un valore fondamentale in Sicilia – scrive Chaslin a Betta – Confido dunque che esso possa guidare ancora le decisioni presenti».
Ma che ci fa uno stimato direttore d’orchestra nella rete di conoscenze di Jeffrey Epstein, baricentro di uno scandalo di prostituzione che fa tremare i potenti di mezzo mondo? Chaslin chiarisce che il rapporto è confinato a «una possibile attività di mecenatismo» dalla quale non avrebbe «mai ricevuto alcun compenso». Un rapporto «estremamente limitato», scrive l’avvocato Dan Perry, nato nell’ambito del Santa Fe Opera e datato 2012.
Nei corridoi del Massimo nessuno parla apertamente del caso, ma all’interno dell’Orchestra c’è chi si sente sollevato per la decisione di annullare la sua direzione. Si alza solo la voce di un baritono del coro, sindacalista Uil, Paolo Cutolo: «Non è una situazione che rassicura l’ambiente. – dice – La musica si fa in un contesto sereno».