Corriere della Sera, 25 marzo 2026
Ponte sullo Stretto, l’Anac insiste: rifare la gara
L’Anac ribadisce che prima di dare avvio alla realizzazione del Ponte sullo Stretto occorre rifare una nuova gara per aggiudicare l’appalto dei lavori. A dirlo in modo esplicito è Giovanni Busia, il presidente dell’Autorità anticorruzione, durante l’audizione di ieri in commissione Ambiente del Senato. «Il tema principale della nuova gara non è risolto dal decreto», spiega Busia, segnalando così i limiti del provvedimento adottato nelle settimane scorse dal governo, per dare risposta ai rilievi della Corte dei Conti che hanno fermato l’iter per la realizzazione dell’opera. Il presidente dell’Autorità anticorruzione specifica che con il decreto il legislatore «non risolve e non può risolvere il principale problema del Ponte sullo Stretto, che è quello di compatibilità con la normativa europea sui contratti pubblici, che prevede che in caso di gara con uno schema finanziario, se questo negli anni cambia occorre fare una nuova gara». La soluzione è, insomma, un nuovo bando pubblico, «un nuovo contratto a vantaggio di un progetto che potrebbe essere più avanzato e moderno». Busia ricorda: «Abbiamo segnalato fin dal 2023 per il primo decreto, il passaggio da un progetto in cui il privato era chiamato a sostenere gran parte dei costi, il 60%, ad una decisione diversa, ovvero garantire un finanziamento integralmente pubblico, cambia completamente il quadro e quindi richiede una nuova gara». Nel corso dell’audizione viene inoltre segnalato che «la costruzione del Ponte sullo Stretto attirerà appetiti della criminalità organizzata», ragione per cui «vanno previsti controlli rafforzati e precisi, e vincoli all’utilizzo del subappalto».
A intervenire in audizione al Senato è anche Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina Spa. «Il decreto legge dell’11 marzo ribadisce la volontà del Governo di realizzare l’opera, confermandone la completa copertura finanziaria e rimodulando gli importi annuali per tener conto dello slittamento dei tempi conseguente alle delibere della Corte dei conti».
Ciucci ha poi fatto un aggiornamento sul percorso autorizzativo per l’avvio dei cantieri: «Alla luce delle procedure previste dal decreto e delle attività già svolte, riteniamo che l’iter approvativo possa essere completato entro la fine dell’estate 2026, con l’avvio della fase realizzativa nell’ultimo trimestre dell’anno».