Corriere della Sera, 25 marzo 2026
La Nasa vuole una base sulla Luna. Salta il piano europeo
Dopo lunghi mesi di incertezza l’amministratore della Nasa Jared Isaacman ha annunciato la sua strategia Ignition «per tornare sulla Luna prima della fine del mandato del presidente Trump». Dopo il suo insediamento Isaacman ha rivisto il piano Artemis disegnando la nuova architettura presentata ieri a Washington aggiungendo con un certo affanno che ancora una volta «la Nasa è impegnata nel cercare di raggiungere il quasi-impossibile». Per arrivare prima della Cina impegnata nel preparare il razzo, la capsula e il modulo di allunaggio così da sbarcare entro il 2030.
Isaacman per dare concretezza alla meta ha delineato le tre tappe previste tagliando attività già quasi completate. Tra queste c’è la cancellazione della stazione spaziale Gateway intorno alla Luna che ha coinvolto pesantemente l’Europa e soprattutto l’Italia spiazzandole.
Il piano non cita nemmeno Gateway e si concentra sulla costruzione di una base sulla superficie selenica con tutti gli impianti e i mezzi necessari compresa una centrale nucleare. Nella concitata pianificazione si conferma che l’anno prossimo verrà collaudato intorno alla Terra con la missione Artemis-3 l’aggancio in orbita dell’astronave Orion con i veicoli in cantiere da parte di Elon Musk e Jeff Bezos per sbarcare nel 2028 con Artemis-4 nel Polo Sud lunare. Inizialmente era stato previsto prima della discesa un aggancio con la stazione Gateway. I nuovi tempi appaiono stretti, anche perché l’astronave Starship di Musk deve ancora sperimentare complesse tecnologie.
Per la stazione Gateway l’Agenzia spaziale europea Esa avrebbe dovuto fornire il modulo Esprit con impianti di servizio e il modulo abitato I-Hab di cui era responsabile l’Italia con l’Agenzia spaziale Asi e costruito da Thales Alenia Space a Torino. Ma la stessa azienda aveva già realizzato su commissione della società americana Northrop Grumman il modulo abitato Halo spedito negli Stati Uniti. Sarebbe stato il nucleo di base della stazione per la quale la stessa società del gruppo Leonardo doveva fabbricare su richiesta degli Emirati Arabi vincitori della gara, pure il modulo per l’uscita degli astronauti. Per Gateway, il futuro è da riscrivere attraverso le consultazioni avviate dalla Nasa con gli europei.
Isaacman ha confermato la presenza del camper/abitazione, frutto dell’accordo con Asi e fabbricato sempre a Torino, che garantirà la presenza umana di lunga durata sulla Luna nella fase tre del piano. Intanto si prepara il lancio di Artemis-2 (il 1° aprile) con quattro astronauti che faranno la circumnavigazione.