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 2026  marzo 25 Mercoledì calendario

La Russia martella l’Ucraina con mille droni: sei morti

hahed che volano in pieno giorno su tutta l’Ucraina da Ovest a Est. Si inizia a Leopoli nel pomeriggio, dove un drone kamikaze si è abbattuto dritto contro l’ex monastero dei Bernardini, una chiesa del 1600 che oggi appartiene all’Ordine di San Basilio Magno della Chiesa greco-cattolica ucraina che fa capo al Papa.
Non importa che la chiesa, così come tutto il centro di Leopoli, sia patrimonio Unesco. Non importa nemmeno che in pieno giorno ci siano in giro bambini e mamme. Mosca ci tira sopra un drone che incendia, distrugge e terrorizza.
I raid continuano per tutto il pomeriggio e non risparmiano nemmeno Ivano-Frankivsk, Vinnytsia, Dnipro. E poi la capitale Kiev che solo una settimana fa si è risvegliata con i detriti di un drone Lancet a un metro dalla colonna dell’Indipendenza, in piazza Maidan.
Per tutto il pomeriggio di ieri Mosca ha cercato di saturare le difese aeree ucraine. Il bilancio finale saranno 6 morti e 46 feriti, con un totale di mille droni in 24 ore. Sono raid che arrivano mentre i colloqui tra Mosca e Kiev si sono arenati e mentre la guerra con l’Iran distoglie l’attenzione internazionale dalla difficile situazione dell’Ucraina. Ma non solo. A Miami – secondo fonti ucraine citate da Ukrainska Pravda – gli americani non fanno altro che insistere con Kiev: «cedete il Donbass e lo trasformeremo nel paradiso», è il messaggio della Casa Bianca alle prese con il blocco dello Stretto di Hormuz e con un Cremlino in posizione di forza data la sua alleanza con Teheran. I fili si annodano sempre più stretti intorno alle mani del presidente Volodymyr Zelensky che, sempre più spazientito di fronte alle indecisioni degli alleati e ai voltafaccia di Trump sbilanciato verso Putin, torna a chiedere aiuto e difesa aerea per evitare altre morti.
Sulla linea del fronte, lunga circa 1.250 chilometri, i militari di Kiev, ridotti ormai all’osso, con l’arrivo della primavera si preparano a una nuova offensiva da parte dell’esercito russo, più numeroso. Si tratta di informazioni che possiamo confermare dopo due settimane sul campo. L’Institute for the Study of War spiega come la Russia abbia intensificato i suoi attacchi a partire dal 17 marzo e abbia spostato equipaggiamento pesante e più truppe in prima linea. Un quadro che preoccupa alla luce del veto ungherese a causa del quale restano bloccati i 90 miliardi di aiuti Ue necessari all’Ucraina per continuare a resistere a Mosca e difendere l’Europa tutta.