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 2026  marzo 25 Mercoledì calendario

Santanchè, una vita tra politica e affari e inchieste

Cappelli e stivaloni da ranch, Daniela Santanchè sembra disegnata, concepita a tavolino per far impazzire la sinistra. Ma bisogna riconoscerglielo, è un’incassatrice fenomenale: «Ogni crisi è una trincea».
In quattro anni di governo colleziona tre mozioni di sfiducia, tutte puntualmente respinte dal centrodestra. C’è chi ha contato quelle sottoscritte da lei nel suo passato d’opposizione: sono 18. Polemiche in crescendo, in parallelo con le vicende giudiziarie che la coinvolgono. A cominciare dal caso Visibilia, per cui è a processo a Milano, per falso in bilancio, insieme al compagno Dimitri Kunz: i conti della società editoriale, di cui è stata amministratrice, sarebbero stati taroccati per nascondere le perdite.
Più pesante, politicamente, è però l’altra accusa, quella della presunta truffa all’Inps. Riguarda gli anni del Covid, il 2020 e il 2021. Quando, secondo l’accusa, sarebbe stata richiesta (e ottenuta) la cassa integrazione per dipendenti che in realtà non avevano smesso di lavorare. È tutto per il momento congelato all’udienza preliminare: pesa un conflitto di attribuzione sollevato dal Senato alla Consulta sull’uso di alcuni atti. Tempi lunghi, quindi, con il rischio prescrizione dietro l’angolo. Ma intanto nascono nuove inchieste, come quella che la vede accusata con l’ipotesi di bancarotta legata a Ki Group, azienda che si occupa di prodotti biologici, di cui è stata presidente dal 2019 al 2021. Nuovi filoni e ancora, sempre, polemiche. Con l’opposizione all’attacco e imbarazzo crescente anche nella sua maggioranza. Da molto tempo si dice che Giorgia Meloni avrebbe apprezzato le sue dimissioni. E da molto tempo pare che i colloqui tra le due siano ridotti al minimo, o anche meno.
Oltre ai fulmini degli avversari politici, la «Pitonessa» è stata però anche il bersaglio di innumerevoli strali diversi: dagli integralisti islamici per le sue sfuriate sul ruolo della donna, fino alle pornostar che la accusano di essere stata la principale promotrice della tassa etica (o porn tax) del 2006. Lei, non fa una piega, avanza a gran passi senza dare la sensazione, mai, di essere sfiorata dalle bufere. Sa di essere un personaggio pop, di lei cantano pure Fedez e Marracash. I social la crocifiggono? Lei querela. Qualche volta sbagliando mira: di recente ha chiesto quasi 60 mila euro a una pensionata invalida.
La sua storia politica è legata a Ignazio La Russa. L’allora uomo forte di Alleanza nazionale in Lombardia coglie l’intraprendenza e il carattere della comunicatrice cuneese. Nel 1995 ne fa una stretta collaboratrice. Nel 1997 la vuole come super consulente per la moda dell’assessora Serena Manzin, nella prima giunta Albertini di Milano: nel 1990 lei aveva fondato la sua società, Dani Comunicazione. Poteva capitare, parlando con lei al telefono in quegli anni, di sentire in sottofondo i tuoni dell’oggi presidente del Senato: «Dani, metti giù. Con i giornalisti non ci devi parlare...».
Due anni più tardi è eletta consigliere in Provincia di Milano. Ma già era socia di Flavio Briatore, amico di una vita, nel Billionaire di Porto Cervo. Più tardi arriverà anche il Twiga a Forte dei Marmi. Nel 2022, quell’attività scatenò le opposizioni nell’istante stesso della sua nomina a ministra del Turismo: «Conflitto di interessi». C’erano infatti in ballo le nuove regole sulle concessioni balneari. Finì che cedette le quote.
L’anno dopo, la prima grande da campagna da ministra, «Welcome to meraviglia» viene mitragliata dalle critiche, ne parlano anche Cnn, Guardian e Reuters con commenti non sempre lusinghieri. Lei, manco a dirsi, non si scompone: «È del più importante pubblicitario italiano».
Nel frattempo, Dani comunicazione è diventata Visibilia, con tutte le sue controllate. Quelle da cui sono poi partiti tutti i suoi guai giudiziari. Visibilia verrà ceduta al compagno Dimitri Kunz, prima di essere ceduta a Luca Reale Ruffino nel marzo 2023, che si suiciderà meno di sei mesi più tardi. Ma le inchieste sulla società si faranno sempre più pressanti.
Dal punto di vista politico è inquieta. Anche in Alleanza nazionale, come poi sarà in Fratelli d’Italia, viene considerata un personaggio strabordante. Nel 2007, Santanchè molla An per la Destra di Francesco Storace: sarà candidata a premier alle Politiche 2008. L’anno dopo è tra i cofondatori del Movimento per l’Italia con Denis Verdini. Nel 2010 aderisce al Popolo della libertà: diventa sottosegretaria. Poi c’è Forza Italia, ma in fondo non è quello il suo mondo: e nel 2017 aderisce a Fratelli d’Italia, di cui diventerà responsabile in Lombardia.