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 2026  marzo 24 Martedì calendario

Tensioni nell’Spd

Tira una gran brutta aria per i socialdemocratici tedeschi in questo inizio di primavera. L’orizzonte non è illuminato dal sol dell’avvenire, ma incupito da un clima da notte dei lunghi coltelli dopo l’ennesima sconfitta. Alle legislative in Renania-Palatinato, la Spd ha perso uno storico feudo che governava ininterrottamente da 35 anni cedendolo ai cristiano-democratici della Cdu, di cui i socialdemocratici sono alleati nell’esecutivo federale coi cristiano-sociali della Csu. È soltanto l’ultima batosta in ordine di tempo per una Spd in crisi di consenso da anni. Il partito soffre del generale declino della socialdemocrazia in Europa, ma questa condizione è aggravata da divisioni interne tra una corrente di destra e una di sinistra.
Delle due ali sono rispettivamente espressione i copresidenti della Spd: Lars Klingbeil, vicecancelliere ministro delle Finanze, e Barbel Bas, ministra del Lavoro e degli Affari sociali. La diarchia non aiuta a trovare una sintesi, ad esempio nella riforma dello Stato sociale. Mentre Bas e i compagni più rossi frenano, il cambiamento è inevitabile per Klingbeil e i suoi riformisti moderati, sostenitori di una svolta centrista per la sopravvivenza di una Spd che deve tornare a occuparsi delle questioni veramente rilevanti. Nella fatica di trovare una direzione, la Spd perde elettori perché percepita come imborghesita in una torre d’avorio, lontana dalla realtà e incapace di fornire risposte concrete mentre insegue il woke.
Nel pantano in cui sono arenati, i socialdemocratici perdono consensi sopratutto nella loro storica base, lavoratori e giovani che trovano un’alternativa convincente nel partito di estrema destra Afd. In quello che per il politologo Uwe Jun è il “problema di identità” della Spd, alcuni compagni chiedono la testa di Klingbeil e Bas, da sostituire col ministro della Difesa Boris Pistorius (nella foto). Il politico più amato in Germania declina fermamente l’offerta come “irresponsabile”, dimostrando non solo lealtà alla sua Spd, ma anche volontà di non bruciarsi in attesa di una possibile candidatura a cancelliere.
Intanto, Klingbeil e Bas rifiutano di cedere la guida della Spd, trincerandosi nel senso di responsabilità per salvare le loro poltrone. Come dichiarato da Klingbeil, l’impegno è “discutere che fare per tornare forti”, perché “non getteremo il partito nel caos”, e puntare sulle riforme.
Per Bas, “non ha senso” un dibattito sul personale, “non dobbiamo sbranarci, ma guardare avanti” discutendo dei contenuti e della strategia per far ripartire la Germania con “un governo forte”. Un vasto programma per una Spd che non riesce a trovare la sua stessa direzione.