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 2026  marzo 24 Martedì calendario

Intervista a Giulia Vecchio

Studia i personaggi nei dettagli: per Milly Carlucci, vocali chiuse e entusiasmo strabordante. Di Valeria Bruni Tedeschi ha colto le esitazioni e le oscillazioni, di Monica Setta, che non l’ha presa bene, esasperava i modi. Nata a Mesagne, cresciuta a Brindisi, scuola del Piccolo Teatro a Milano, Giulia Vecchio, 34 anni, è una delle grandi protagoniste di GialappaShow, che torna dal 30 su Tv8 e Sky. Si commuove un po’ quando parla di Giorgio Gherarducci e Marco Santin «che mi hanno accolto in un gruppo di lavoro eccezionale: è bello trovare maestri che ti facciano da genitori artistici. Ne abbiamo tutti bisogno». Fiction – Il paradiso delle signore, Il metodo Fenoglio, Don Matteo, Imma Tataranni – la conduzione di Hot ones su RaiPlay, il cinema: dal 26 è nelle sale con Cena di classe di Francesco Mandelli.
Il film racconta di un gruppo di ex liceali che si ritrovano. Che studentessa è stata?
«Questi ragazzi si rivedono nei sogni adolescenziali del liceo, tema universale a prescindere dalle generazioni. Puoi aver realizzato tutti i tuoi sogni, è un percorso sorprendente e doloroso. Facevo il liceo classico, studiavo in bagno alle 5 del mattino, quasi addormentata. Non ero una grande studiosa, ma una grande improvvisatrice».
Quando ha scoperto di avere talento per le imitazioni?
«Fin da piccolina mi piaceva far ridere i cugini e gli amici. Ho scoperto che parlavo, automaticamente, con la voce dei miei interlocutori».
Artisti in famiglia?
«Nessuno. Papà geometra, mamma maestra».
Quando decide di fare l’attrice?
«Facevo teatro da piccolina, al liceo ho frequentato un laboratorio. Studiavamo i classici greci e rivisitavamo Molière, Shakespeare. Dopo una gita al Teatro Greco di Siracusa, la folgorazione. Sono partita per Milano, e sono stata presa alla Scuola del Piccolo».
È stata Miss Puglia e, nel 2010, ha anche partecipato a Miss Italia. Come si sentiva con la fascia?
«Ha contato fino a un certo punto, è stato prima di iniziare un percorso da attrice comica. Avevo diciassette anni, mi iscrisse papà. Con la fascia mi vergognavo, non volevo che si sapesse. A Brindisi avevano messo i manifesti, c’era un bar storico, lo chiamavo “il bar dei ricchi”. Il gestore salutava: “Buongiorno dottore”, “Benvenuto ingegnere”, “Caro avvocato”. Ci andavo con i compagni di scuola figli di papà, io figlia di nessuno. Faccio Miss Italia e attaccano il manifesto. A quel punto: “Salve signorina Vecchio”».
Torna a Brindisi?
«Sono legatissima alla mia famiglia, sento spesso i cugini. Ho un fratello più piccolo, Matteo, che fa il designer di moda, bellissimo. È stato a Londra, ha frequentato l’università, ha lavorato per Bottega Veneta, Fendi, McQueen».
Quanti no nella sua carriera?
«Tanti. Ai provini dicevano: “Bene, però sei un po’ troppo”. Non era un giudizio o un limite: una constatazione. Troppo tutto, forse perché sono una donnona. Nella comicità, invece, c’è uno scollamento tra chi sono e quello che faccio. D’altronde a 15 anni sembrava che ne avessi già 40».
Non esagera?
«No, no. Nella difficoltà di mettermi le maschere, esigenza creativa e artistica, quello che ho raccolto è stato grazie alle trasformazioni».
L’imitazione di Milly Carlucci è un successo. Insieme a “Ballando con le stelle”, quando la chiama “Sconosciutina”, era esilarante.
«È la donna perfetta, proponendo la parodia alla Gialappa’s mi sono concentrata sulla voce, non trovavo il punto di rottura. Poi ho giocato con “ascella ascella” perché muove le braccia. L’autore con cui lavoro, Giuliano Rinaldi, ha scritto la gag. Milly, gran signora, mi ha accolto felice. Finito lo sketch, la sorella Anna, che parla come lei ma è mora, si è avvicinata: “Perché ascella ascella?”. Milly è soave, ma per lanciare la carriera di qualcuno, potrebbe spaccare una gamba. A GialappaShow minacciavo Clara».
Come lavora con la Gialappa?
«È una super macchina. Ti affiancano una persona, come un sarto che cuce un abito su misura. Avevo paura, devi trovarti bene con l’autore, avere la stessa visione».
Pensa che la satira sia libera?
«In questi tempi, no. Ma la Gialappa difende le idee fino all’ultimo, è uno spazio libero».
La vita privata come va?
«Dopo una lunga storia (con Carlo Amleto, anche lui attore, ndr) sono single. Ho riscoperto gli amici, possono darti tanto. Ho 34 anni, età in cui inizi a dire: bello il lavoro, ma che faccio? Pensi a tante cose, compresa la maternità. Sono proprio una terrona fatta e finita».