Corriere della Sera, 24 marzo 2026
Campo largo in festa, ma parte la corsa per le primarie
Elly Schlein esulta: «C’è già una maggioranza alternativa. Il governo deve ascoltare l’esito di questo referendum». Giuseppe Conte fa altrettanto. Matteo Renzi annuncia: «Meloni ha perso il tocco magico, possiamo vincere le politiche». Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, per una volta, sono d’accordo con il leader di Italia viva: la rivincita è dietro l’angolo. E Francesco Boccia tuona: «Con quale credibilità hanno chiesto di cambiare la Costituzione?».
I leader dei partiti del No, in serata, si incontrano tutti a piazza Barberini, Maurizio Landini fa da gran cerimoniere. Questa è la foto del centrosinistra nel lunedì della vittoria del No. Ma questo è anche il giorno in cui Conte lancia il guanto di sfida a Schlein. Il leader del M5S annuncia ufficialmente che il Movimento si apre «alla prospettiva per le primarie, che però significano non primarie di qualche organizzazione, di qualche apparato partitico, ma veramente aperte». La risposta di Schlein arriva qualche tempo dopo: «Ho sempre detto di essere disponibile alle primarie».
Ovviamente Conte non si candida ancora ufficialmente, ma il messaggio – e la sfida – arrivano forte e chiaro al Nazareno. Del resto, non può essere un caso che l’ex premier abbia deciso di fare la conferenza stampa per la vittoria del No due ore prima della segretaria del Pd. E anche l’idea di scrivere un libro – alla maniera di Renzi, che ha contrassegnato ogni sua svolta politica con un volume dato alle stampe – è un tassello importante nella strategia di Conte per la conquista del ruolo di candidato del centrosinistra alla premiership. Come lo è la decisione del leader dei Cinque Stelle di partecipare all’incontro organizzato qualche tempo fa da «Progetto civico» di Alessandro Onorato, a cui ha partecipato anche la sindaca di Genova Silvia Salis. Un movimento che cerca di coprire il fronte moderato per conto del centrosinistra. Un incontro, quello che ha visto la presenza di Conte, che invece Schlein ha disertato. E ancora, con qualche malizia, qualcuno ha notato che il primo leader a scrivere su «Rinascita» di Goffredo Bettini, il giornale del Campo largo, sia stato Conte e non la segretaria dem.
Sono «scortesie» tra alleati di cui è costellato il rapporto tra l’ex premier e la segretaria del Partito democratico. A piazza Barberini Schlein si riprende il ruolo di leader del centrosinistra quando annuncia alla folla quale sarà la prima legge del futuribile governo del centrosinistra: «Il voto per i fuorisede». E poi, per far scattare l’applauso della piazza, che scatta puntuale, dice: «La nostra Costituzione è di tutti e gli elettori italiani hanno detto no anche all’arroganza della destra che voleva cambiarla da sola».
Quella sfida di Conte sulle primarie, però, resta lì, a dividere l’ex premier e la segretaria pd. Schlein vorrebbe chiudere quella partita in tempi non brevi. Tra ottobre e novembre. Conte – e non solo lui, perché un pezzo del Pd che tifa per il leader del M5S la pensa nello stesso modo – vorrebbe mandare più in là il voto nei gazebo. Quasi a ridosso delle elezioni, in modo che le proteste restino quello che sono: proteste appunto, non un progetto alternativo per ribaltare il risultato delle primarie in caso di vittoria del leader M5S.
Il progetto è quello delle primarie «libere», come le vuole Conte, cioè senza l’attenta regia di chi nel Pd queste cose le sa fare, come Nico Stumpo. Primarie che potrebbero consegnare la vittoria all’ex premier e non alla segretaria del Pd. Ci sarebbe anche il terzo incomodo Landini, altro gran vincitore del referendum, ma lui potrebbe offrire le sue «truppe» elettorali a Conte.
Intanto nel Pd dove si stanno riciclando tutti – anche i detrattori della segretaria, perché sarà Schlein a fare le liste per le elezioni politiche – resta la voce del dissenso di Pina Picierno, che ha fatto campagna per il Sì: «Non mi pento, rifarei tutto daccapo».