Corriere della Sera, 24 marzo 2026
Caso Delmastro, Caroccia era suo «dipendente»
Mauro Caroccia è stato un «dipendente» di Andrea Delmastro nel ristorante che il sottosegretario alla giustizia aveva aperto con la figlia 18enne dell’uomo condannato a 4 anni per intestazione fittizia di beni. Il dato emerge anche da un video, già finito all’attenzione dei pm della Dda, e che per la sua sfrontatezza ha sorpreso anche gli stessi inquirenti che monitoravano le mosse del prestanome del boss Michele Senese. È un video del settembre 2025. Caroccia è stato già condannato in Appello ed è in attesa della Cassazione che a febbraio renderà poi definitiva la pena. È reduce da un arresto e dal sequestro dei suoi ristoranti nell’inchiesta «Affari di Famiglia» eppure, con spavalderia, annuncia su una pagina social l’inaugurazione del nuovo locale in zona Tuscolana, Bisteccheria d’Italia: «Sono tornato – dice Caroccia atteggiandosi a proprietario – ci sono io in sala, questo locale è ancora più bello degli altri». «E il nome?», gli chiede l’intervistatore. «Lasciamo stare, è una lunga storia», ribatte lui, sorridendo allusivo. La società che lo gestisce «Le 5 Forchette srl» è stata fondata pochi mesi prima a Biella con 10mila euro di capitale sociale tra Delmastro (25 per cento delle quote), la 18enne Miriam Caroccia (amministratrice unica) e quattro nomi di peso di FdI in Piemonte con quote minime. Il logo della Bisteccheria evoca i simboli della destra e nel video si intravede la stessa 18enne servire ai tavoli. All’epoca, l’inchiesta che pochi giorni fa ha portato all’iscrizione dei Caroccia nel registro degli indagati non c’è ancora e due mesi dopo Delmastro si libera delle sue quote.
Gli accertamenti su Bisteccheria ora seguono tre direzioni. Quella della continuità con i precedenti ristoranti, evocata anche negli spot radiofonici che continuano a circolare: Mauro Caroccia coinvolgeva i suoi familiari nella titolarità dei locali e la figlia Miriam sarebbe solo l’ultima in ordine di tempo. C’è poi la pista dei bilanci, mai depositati, per risalire a quali cifre abbia movimentato il ristorante, con quale provenienza e per quali investimenti. Infine la vendita delle quote di Delmastro a Miriam Caroccia, che gli versa 5mila euro in contanti dopo due passaggi intermedi ad altre società. Il sospetto è che Delmastro abbia provato a nascondere la sua partecipazione nella srl all’interno di altre società che non aveva dichiarato avere. Sullo sfondo, l’ipotesi del peculato per le cene «istituzionali» tenute dal Delmastro nel suo stesso ristorante e raccontate da alcune foto dove compaiono la capa di gabinetto del ministero Giusi Bartolozzi e altri dirigenti.