ilmessaggero.it, 22 marzo 2026
Scoperta acqua dolce sotto l’oceano Atlantico
Una grande riserva di acqua poco salata esiste davvero sotto il fondale dell’Atlantico nord-occidentale. La conferma è arrivata con la Expedition 501, la missione scientifica internazionale che ha perforato il margine continentale a sud del Massachusetts e ha documentato direttamente, per la prima volta, un sistema di “freshened water” sotto il fondo marino. La scoperta riguarda l’area del New England Shelf, quindi il tratto di Atlantico al largo del Nord-Est degli Stati Uniti, con siti di perforazione localizzati a sud del Massachusetts, tra le aree di Nantucket e Martha’s Vineyard. Non si tratta quindi di una “falda sotto New York” in senso stretto, ma di un sistema molto più ampio lungo la piattaforma continentale del Nord-Est americano.
Secondo l’annuncio ufficiale dell’IODP³, il team ha recuperato carote di sedimento e campionato in modo esteso l’acqua contenuta nei sedimenti sepolti.
I risultati iniziali mostrano che sotto il fondale è presente una zona spessa con acqua molto meno salata di quella marina, confermando che l’acqua dolce o debolmente salmastra esiste davvero in questo settore dell’Atlantico.
La spedizione del 2025-2026 non nasce dal nulla. Già nel 2019 un gruppo di ricerca del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University aveva mappato con metodi geofisici una vasta falda sottomarina di acqua relativamente dolce tra Massachusetts e New Jersey, estesa per decine di miglia verso il bordo della piattaforma continentale. Quello studio parlava di una formazione gigantesca, probabilmente la più grande del suo genere finora individuata.
La vera novità della Expedition 501 è che le ipotesi precedenti non si basano più soltanto su immagini geofisiche e dati indiretti: i ricercatori hanno ottenuto campioni diretti dal sottosuolo marino. La copertura giornalistica di WBUR e Associated Press ha riferito che l’operazione ha estratto migliaia di campioni da profondità che arrivano a circa 1.300 piedi, cioè quasi 400 metri sotto il fondale.
Questa riserva potrebbe fornire acqua a New York City per 800 anni. Il numero però non è una conferma operativa della spedizione appena conclusa: deriva da una stima teorica richiamata nel Scientific Prospectus della Expedition 501. In quel documento si cita una stima precedente di circa 1300 km³ di acqua dolce lungo il margine continentale tra New Jersey e Maine, e si ricorda che New York City consuma circa 1,5 km³ di acqua all’anno. Il rapporto produce un ordine di grandezza di circa 867 anni.
Gli scienziati ipotizzano che almeno una parte di questa acqua si sia accumulata durante o dopo l’ultima era glaciale, quando il livello del mare era più basso e l’acqua dolce poteva infiltrarsi nei sedimenti della piattaforma continentale oggi sommersa. Proprio per chiarire età, provenienza, distribuzione e collegamento con le falde costiere terrestri è stata organizzata la Expedition 501.
Anche l’eventuale uso pratico della risorsa resta tutto da valutare. Le stesse fonti scientifiche insistono sul fatto che il punto, oggi, non è annunciare una nuova fonte d’acqua pronta a risolvere le crisi idriche, ma capire quanto è grande davvero il sistema, come si è formato, se si rinnova e come interagisce con il margine costiero.