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 2026  marzo 23 Lunedì calendario

L’accusa a Orban: “Rivela a Mosca i segreti dell’Ue”.

La Commissione europea ha espresso «grande preoccupazione» e ha chiesto «chiarimenti» al governo ungherese dopo le notizie secondo le quali il ministro degli Esteri di Budapest avrebbe informato l’omologo russo delle discussioni riservate durante le riunioni del Consiglio Ue. Ma il premier ungherese, Viktor Orban, ha deciso di difendersi contrattaccando: ha chiesto «un’indagine approfondita» sulla possibile intercettazione del ministro Peter Szijjarto, ha denunciato «un grave attacco contro l’Ungheria» e messo all’indice un giornalista indipendente, accusandolo di collaborare con i servizi europei.
Si fa sempre più incandescente il clima politico-elettorale in vista delle elezioni del 12 aprile, quando Orban sfiderà il leader dell’opposizione, Peter Magyar. Dopo gli scontri con Bruxelles sul dossier Ucraina – con Budapest che tiene in ostaggio con il suo veto il prestito da 90 miliardi a Kiev così come il ventesimo pacchetto di sanzioni – un nuovo fronte si apre con gli altri partner europei in seguito alle rivelazioni del Washington Post. Il tutto mentre la capitale ungherese si appresta ad accogliere i leader sovranisti europei per l’assemblea dei Patrioti, alla quale parteciperanno anche Matteo Salvini, Marine Le Pen e Geert Wilders.
Secondo un’indagine del quotidiano americano, il ministro degli Esteri ungherese avrebbe effettuato in più occasioni delle chiamate al collega russo Sergei Lavrov durante le riunioni del Consiglio Affari Esteri Ue, aggiornandolo sulle discussioni e sulle decisioni prese dagli altri responsabili delle diplomazie europee. Accuse che, secondo il leader dell’opposizione Magyar, rappresentano un «puro tradimento della patria» e «avranno conseguenze dopo le elezioni del 12 aprile».
A Bruxelles i sospetti circolano da tempo, come ha confermato anche il primo ministro polacco, Donald Tusk. Ma la notizia ha suscitato la forte irritazione delle cancellerie europee. «Si tratta di accuse molto gravi» ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri tedesco, ricordando che esistono «strumenti per sanzionare» questi comportamenti. Sulle possibili contromisure, la Commissione europea resta cauta, ma vuole andare a fondo: «Ci aspettiamo che il governo ungherese fornisca chiarimenti» perché le accuse sono «motivo di grande preoccupazione» in quanto «il rapporto di fiducia tra gli Stati membri, e tra questi e le istituzioni, è fondamentale per il lavoro dell’Unione europea». No comment, per ora, dall’entourage di Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, mentre i Verdi all’Europarlamento tornano a chiedere la sospensione del diritto di voto per l’Ungheria.
Orban ha però reagito come suo solito, contrattaccando. Oltre ad annunciare un’indagine per le presunte intercettazioni del ministro Szijjarto, il governo ungherese ha rilanciato un audio nel quale compare il giornalista investigativo indipendente – Szabolcs Panyi – parlare con una fonte, alla quale dice di aver fornito «a un organo statale di un Paese Ue» il numero di Szijjarto. «È sconcertante che, con la collaborazione attiva di un giornalista ungherese, uno o più servizi segreti stranieri mi abbiano intercettato» ha dichiarato il ministro degli Esteri, anche se non è affatto chiara l’eventuale correlazione tra questa telefonata e le notizie riportate dal Washington Post.