repubblica.it, 23 marzo 2026
Per difendere i pulcini dai parassiti alcuni uccelli usano i mozziconi di sigaretta
Il fumo non nuoce alla salute degli uccelli. Anzi, sembrerebbe quasi preservarne le preziose nidiate dai parassiti. Non c’entra la dipendenza da nicotina, naturalmente: è piuttosto una questione di opportunismo evolutivo. Lo conferma l’ultimo, singolare studio dei ricercatori dell’università di Łódź, in Polonia: la presenza di mozziconi di sigaretta nei nidi di cince funge da efficace dissuasore per la presenza di zecche, pulci e mosche, che si avventerebbero altrimenti su uova e pulli. Una nuova evidenza si aggiunge così a quanto già si sapeva sui fringuelli di Darwin nelle Galápagos, sui ciuffolotti messicani e sui tordi bottacci della Nuova Zelanda, specie accomunate dalla singolare abitudine di disseminare mozziconi nei loro nidi. Per tacere di alcune specie che, in Gran Bretagna, arrivano persino a nidificare nei posacenere all’aperto. E se il fenomeno era a lungo rimasto avvolto nel mistero, le risposte sembrano sempre più inequivocabili: le tossine del tabacco – in particolare nicotina, arsenico, idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti – sarebbero un prezioso repellente per i parassiti.
L’ultimo studio, pubblicato sulla rivista Animal Behaviour, ha studiato nel dettaglio gli effetti dell’effetto pesticida nei nidi delle cinciarelle in un parco urbano e in una foreste, non distanti dalla sede dell’università. I ricercatori hanno monitorato lo stato di salute di 99 uccelli nati in tre diversi tipi di “cassette nido”: quelle standard, che fungevano da controllo; un secondo tipo, con muschio artificiato sterilizzato e cotone; un terzo tipo, con due mozziconi di sigaretta usati. Tredici giorni dopo la schiusa delle uova, i piccoli sono stati misurati e sottoposti a prelievo di sangue: quelli nati nei nidi sterilizzati e in quelli con i mozziconi sono risultati più sani rispetto a quelli venuti alla luce nei nidi non trattati. Dopo l’involo, i ricercatori hanno poi analizzato le popolazioni di parassiti, risultati decisamente più numerosi nei nidi naturali. Evidente, per i ricercatori, il rapporto causa-effetto, già peraltro supposto da ornitologi in giro per il mondo ma difficile da dimostrare. Almeno fino a oggi. Annuisce Lorraine Pérez-Beauchamp, ricercatrice dell’Università del Connecticut, che studia l’uso delle sigarette nei nidi dei fringuelli di Darwin alle Galápagos, dove – spiega al New York Times – la minaccia principale è costituita da una mosca vampiro invasiva, che mostra una sopravvivenza ridotta se e quando esposta al tabacco in laboratorio. A Città del Messico, invece, un team di ricercatori ha dimostrato che passeri e ciuffolotti utilizzano regolarmente una media di otto-dieci mozziconi in ciascun nido. Un esperimento ha dimostrato che con l’aumento del numero di zecche, le femmine di fringuello reagivano aggiungendo via via più mozziconi.
Ma non mancano le obiezioni, una su tutte: sconosciuti, al momento, i danni genetici a lungo termine correlati all’esposizione degli uccellini con la nicotina e con i metalli pesanti. “Quel che è certo è chedalla composizione, dalla cura e dall’efficienza dei nidi dipende in larga parte il segreto del successo riproduttivo degli uccelli, ma è anche qui che risiede il loro principale fattore di vulnerabilità, data la sua collocazione statica per l’intero ciclo di nidificazione”, spiega l’ornitologa Chiara Ciardiello dell’associazione Ardea. “Per mitigare tale esposizione, l’evoluzione ha favorito una straordinaria eterogeneità di strategie adattive: dalla selezione di siti d’elezione fisicamente inaccessibili, come le cime delle chiome, le pareti rocciose verticali o le cavità endogene scavate nei tronchi dai picchi, fino al ricorso a un mimetismo spinto per rendere il nido virtualmente invisibile nel paesaggio”. Non poteva dunque mancare l’utilizzo, certo originale, di dissuasori come i mozziconi di sigarette. “Sì, agli uccelli non mancano intelligenza e capacità adattive. – aggiunge Ciardiello – Particolarmente affascinanti sono le dinamiche di associazione interspecifica, con alcune specie che sfruttano la protezione di quelli che definiamo alleati inconsapevoli. Un esempio? Le passere sarde, che nidificano tra i rametti dei nidi a cesta delle cicogne beneficiando della mole del grande trampoliere come deterrente contro i predatori, o le taccole, che in contesti antropici coabitano con il falco grillaio per una difesa collettiva del sito di nidificazione”. Una frontiera etologica sorprendente riguarda poi l’assiolo in Turchia: è stato documentato come questi rapaci siano in grado di introdurre nelle cassette nido piccoli serpenti vermiformi: i rettili, nutrendosi di parassiti e insetti nocivi, migliorano considerevolmente le condizioni igieniche della nidiata, arrivando di fatto a raddoppiare il tasso di sopravvivenza dei pulli rispetto ai nidi privi di questa presenza difensiva. Più dei mozziconi di sigaretta.