corriere.it, 23 marzo 2026
Impiegato di banca manda un video erotico alla collega: licenziato
Un video nel quale riprendeva una collega nuda e in pose esplicite è costato caro a un impiegato di banca di Ravenna.
L’uomo inviò a una collega dell’ufficio marketing un filmato dicendole che si trattava di un file da utilizzare come spunto per una presentazione aziendale con la scusa che lui non riusciva ad aprirlo ma si trattava di un video amatoriale a sfondo erotico e l’uomo venne licenziato in tronco.
I fatti risalgono a luglio del 2025 quando in una filiale di una banca a Faenza, in provincia di Ravenna, l’uomo effettuò questo invio dalla casella di posta elettronica aziendale alla collega. Quando la donna riuscì ad aprire il video di 45 secondi trasalì e rimase scioccata perché non si trattava di una clip di lavoro ma una registrazione fatta dal collega con il suo cellulare che riprendeva un’altra collega nuda e in pose erotiche: vittima anche lei di questa brutta storia ma non compresa nel procedimento giudiziario.
Il lavoratore licenziato per un video erotico
La dipendente dell’ufficio marketing non ci pensò due volte e lo girò ai capi della filiale: alla luce dei fatti scattò il licenziamento in tronco. L’uomo decise di impugnare il provvedimento in tribunale chiedendo di essere reintegrato e anche risarcito ma il giudice nei giorni scorsi ha rigettato il suo ricorso condannandolo anche a 5mila euro di spese legali.
Nel procedimento giudiziario il giudice Dario Bernardi del Tribunale civile di Ravenna ha ricostruito l’intera vicenda dall’inizio ascoltando molti testimoni e nella sentenza di primo grado non ha creduto affatto alla versione fornita dall’uomo, ritenendo «l’atteggiamento del ricorrente verso la collega grave e integrante la giusta causa di recesso e di licenziamento».
L’uomo aveva provato a difendersi affermando che si trattava solo di un errore ma la collega al giudice ha riferito ben altro: «Solamente dopo l’invio del video mi venne a dire che dovevamo lavorare insieme, solo io e lui. Mi ha toccato molto professionalmente e moralmente parlando non ho vissuto bene tutto il periodo successivo».
Per il Tribunale di Ravenna non ci sono dubbi e l’uomo «avrebbe potuto ed anzi dovuto fare una richiesta del genere all’ufficio informatico semmai, se davvero fosse stato in buona fede e non riusciva ad aprire il file, e non ad una collega dell’ufficio marketing con la quale non aveva mai interagito prima». Il ragionamento del giudice di Ravenna sull’invio del video erotico, va in una direzione precisa, in pratica, ritenendo che ciò abbia rappresentato effettivamente la violazione di regole di convivenza lavorativa tra colleghi rientranti nel codice etico.
«Non spetta a questa sede – si legge in sentenza – stabilire le motivazioni personali più profonde di un tale invio». Esclusa quindi la motivazione lavorativa, per il giudice resta il fatto che l’uomo abbia inviato un video a sfondo erotico di una collega in pose più che esplicite ad un’altra collega appena conosciuta nell’ambito di un meeting aziendale. Un comportamento che gli è costato il posto di lavoro e 5mila euro di spese legali.