Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  marzo 23 Lunedì calendario

Elezioni francesi, i socialisti tengono e avanza la destra

Il nuovo sindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire, arriva all’hôtel de ville per festeggiare la vittoria in bicicletta, a cavallo di una Velib’ simbolo della trasformazione della capitale in questi 25 anni di governo socialista: da città sommersa dalle auto, a leader europea delle piste ciclabili. Un destino spesso oggetto di scherni e parodie degli avversari, la città dei bobo, i bourgeois-bohème tutti bicicletta e quinoa (radical chic si direbbe in Italia), mille volte dileggiata sui social media con l’hashtag #saccageParis che denunciava topi, sporcizia e mobilità nel caos. Ma il bilancio di Bertrand Delanoë e Anne Hidalgo non è poi così dispiaciuto ai parigini, se il vicesindaco uscente Emmanuel Grégoire, che ne rivendicava l’eredità, è stato largamente eletto con oltre il 51 per cento dei voti davanti alla sfidante di destra Rachida Dati, che si era dimessa da ministra della Cultura per tentare la conquista della capitale dopo essere stata, per anni, in consiglio comunale, la più dolorosa spina nel fianco per Anne Hidalgo.
«Penso ai più deboli, penso a coloro che, questa sera, dormiranno per le strade di Parigi. Penso ai bambini che soffrono. Penso a tutti i più vulnerabili che hanno bisogno della sinistra. Continueremo ad accompagnarli e a proteggerli nel miglior modo possibile – ha detto Grégoire, visibilmente commosso —. La nostra gioia è immensa, la nostra responsabilità è immensa. Dedicheremo qualche ora ai festeggiamenti e domani inizieremo a lavorare molto presto», ha concluso.
La vittoria di Grégoire a Parigi ha un significato importante anche a livello nazionale, in vista delle presidenziali del 2027, per il modo in cui è stata ottenuta: dopo il primo turno il socialista Grégoire ha rifiutato la mano tesa di Sophia Chikirou, l’esponente della France insoumise arrivata terza, e ha continuato da solo. Niente accordi con l’estrema sinistra, nessuna manovra dell’ultima ora dopo settimane di insulti e accuse reciproche terribili: social-traditori gli uni, violenti e antisemiti gli altri.
Alle presidenziali la sinistra, tutta la sinistra, dovrà presentarsi unita, compresa la France insoumise, o con il partito di Jean-Luc Mélenchon non possono esserci alleanze? Chi, come il possibile candidato Raphaël Glucksmann e l’ex premier Manuel Valls, sostiene la tesi delle due sinistre inconciliabili e non vuole compromissioni, ieri sera ha esultato. «La sinistra che vince è quella fedele ai suoi principi – dice Glucksmann —: Parigi, Marsiglia e Lille, queste grandi città ci mostrano la strada». Anche a Marsiglia il sindaco socialista uscente Benoît Payan ha vinto largamente davanti allo sfidante lepenista Franck Allisio, senza avere stretto alcun accordo con il melenchonista Sébastien Delogu, che comunque aveva deciso di ritirarsi «per fare sbarramento all’estrema destra».
E Manuel Valls, il più deciso avversario degli accordi con la France insoumise, festeggia: «Le alleanze della vergogna sono state battute quasi ovunque: Toulouse, Clermont-Ferrand, Brest, Tulle, Avignon, Limoges, Poitiers...». Altri, come la leader ecologista Marine Tondelier, continuano ad auspicare una unione a sinistra che riproduca su scala nazionale il caso di Lione, dove il sindaco ecologista uscente Grégory Doucet è stato rieletto davanti allo sfidante di destra Jean-Michel Aulas grazie all’accordo con la melenchonista Anaïs Belouassa-Cherifi.
Ogni blocco politico comunque rivendica la vittoria: «La più grande avanzata nella storia del partito», dice Jordan Bardella a proposito del Rassemblement national che ha conquistato molte città del Sud-est e non solo come Agde, Carcassonne, Carpentras, Orange e soprattutto Nizza con l’alleato Eric Ciotti, sottolineando che «queste elezioni non sono un punto d’arrivo ma un inizio».
Manuel Bompard, numero due della France insoumise di Jean-Luc Mélenchon, esulta per la vittoria già al primo turno a Roubaix e Saint-Denis e pronostica che «l’anno prossimo la nuova Francia potrà sconfiggere il macronismo e l’estrema destra». Intanto l’ex premier centrista Edouard Philippe, rieletto a Le Havre, può confermare la sua precoce candidatura all’Eliseo.