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 2026  marzo 22 Domenica calendario

Palantir offre il suo software all’Italia. Il governo frena

Nella Capitale è venuto a discettare di Anticristo e Katéchon, a citare a memoria Schmitt, Bacon e Ratzinger, a incatenare alla sedia, in quattro giorni di lezioni rigorosamente a porte chiuse e off the records, qualche decina di adepti, prelati e conservatori, imprenditori e volti (poco) noti della destra italiana o semplici curiosi. Ma all’Italia Peter Thiel, miliardario e “anima nera” della Silicon Valley, fondatore di Paypal e amico di Donald Trump, non è legato solo dalla passione per la teologia e i misteri dell’antichità. Ci sono anche gli affari. Come quelli che la sua società Palantir, colosso della cybersecurity fondato da Thiel, vorrebbe fare con il governo italiano.
LA PROPOSTA
Da almeno due mesi, è in grado di rivelare Il Messaggero, va avanti una interlocuzione riservata tra Palantir e apparati dell’amministrazione italiana. Al centro del pressing della società americana c’è la proposta di acquisto di un sofisticato software basato sull’intelligenza artificiale che dovrebbe aiutare la Polizia a scovare terroristi e criminali incrociando dati sensibili. Il contratto proposto dagli americani è arrivato sulla scrivania dei dirigenti tecnici della Polizia, riferiscono due fonti a conoscenza del dossier. L’accordo ha un valore di venti milioni di euro e si estenderebbe per una durata di quattro anni. Ma quel contratto per ora è rimasto un foglio di carta: nessuna firma da parte italiana. Già perché dai piani alti del governo, una volta scoperta la proposta di Palantir, è arrivata una sonora frenata. E la linea, concordata dai vertici del Viminale e di Palazzo Chigi, è la seguente: nessun accordo con Palantir senza prima indire una gara pubblica.
I PRIMI CONTATTI
Un passo indietro. L’azienda creata da Thiel è una delle più influenti e note aziende di cybersecurity al mondo. Ai software di Palantir fanno affidamento decine di agenzie di intelligence e di polizia occidentali e non solo. I dati sono il suo “core business”. È notizia di ieri l’accordo tra Palantir e il Pentagono per l’acquisto di Maven, la piattaforma software di comando e controllo che analizza i dati dal campo di battaglia e identifica gli obiettivi.
Ebbene, ha svelato Reuters, d’ora in poi l’esercito americano integrerà nei suoi sistemi l’Intelligenza artificiale di Palantir per individuare gli obiettivi nemici. Come del resto avrebbe già fatto, stando a fonti di stampa, durante la campagna aerea in Iran. E ora veniamo all’Italia. Palantir ha già in essere una serie di accordi con la Difesa italiana. I contatti per aprire una nuova collaborazione con le nostre forze dell’ordine, a quanto risulta a questo giornale, iniziano invece a fine gennaio con una lettera di Palantir Italia Srl che spiega perché conviene puntare sui suoi prodotti. Nella missiva l’azienda elenca le agenzie di 007 europee e gli enti istituzionali con cui già da anni ha una proficua collaborazione. Il software proposto finirebbe in uso alla Direzione centrale della Polizia di prevenzione (Dcpp), ovvero il ramo della Polizia che presiede il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa). Tramite l’uso dell’Ia, Palantir mette sul piatto un software (non è chiaro se si tratti di Gotham, un prodotto già acquistato da altre forze di polizia in Europa, ad esempio in Germania) per mettere a sistema i dati della Digos e ampliare il raggio d’azione delle forze dell’ordine italiane per dare la caccia a criminali e terroristi. L’interlocuzione prosegue per settimane, fino a pochi giorni dalla visita di Thiel a Roma, ufficialmente motivata solo dalle sue “lezioni” sull’Anticristo, che il miliardario ha tenuto davanti a una platea ristretta a Palazzo Taverna, ospitato dall’Associazione Vincenzo Gioberti. La proposta di acquisto, si diceva, finisce all’attenzione dei dirigenti della Polizia e viene discussa in due occasioni, a inizio febbraio e alla fine del mese scorso.
Ma ad oggi rimane una proposta: il governo vuole vederci chiaro e non intende fornire alla società di Thiel al centro delle cronache internazionali anche per le polemiche sulla sua collaborazione con l’Ice, la polizia anti-migranti di Trump una corsia preferenziale. Vi sono infatti altre offerte simili al vaglio di aziende concorrenti. La questione è ovviamente sensibile e non solo per ragioni di mercato. Perché aprire le porte a Palantir con il contratto da venti milioni di euro significa dare alla società americana, strettamente integrata con l’intelligence Usa, accesso almeno parziale ai database del Viminale. Incluso lo Sdi (Sistema di indagine), la piattaforma che raccoglie tutte le denunce, i precedenti penali e le indagini investigative delle forze dell’ordine. Dati estremamente sensibili. Occorre dunque cautela, anche quando di mezzo c’è un’azienda legata a un Paese alleato. E anche se il patron di quell’azienda gode dell’amicizia dell’uomo più potente al mondo: Donald Trump. Di qui la decisione di mettere tutto in stand-by, per ora. Senza una gara pubblica, è l’ordine dall’alto, non se ne fa nulla.