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 2026  marzo 22 Domenica calendario

Aspirazione Beautiful

E poi c’è lei, Beautiful, la soap infinita, una sorta di analisi collettiva dove per 30 minuti al giorno ci illudiamo che tutto è possibile, anche sopravvivere a noi stessi e perfino alla morte. Chi la guarda da sempre trova in quel rito una pausa dalla vita vera, tra questi anche Natalia Aspesi, Franco Zeffirelli, Francesco Cossiga. Tutti imprigionati dalle trame incredibili e dai personaggi che sono invecchiati con noi: la famiglia Logan e la famiglia Forrester. Brooke, Ridge, Eric, Stephanie, Hope…. Solo per citarne qualcuno. Dei super eroi capaci di resuscitare e di reinventarsi le vite a ogni cambio di stagione. Ed è stata una lunga strada dal 1987, quando uscì la prima puntata in America (titolo originale The Bold and the Beautiful) sulla Cbs. Da allora il daytime senza di loro non è stata una possibilità, anche perché l’ora della messa in onda, subito dopo pranzo, coincide in Italia con la pennichella e sono in tanti quelli che in quei venti minuti ascoltano il televisore senza guardare, cullati da quelle voci familiari.
Cento matrimoni celebrati, 22 bambini nati, 22 personaggi passati a miglior vita, 3 resuscitati e 3 in “visita” dall’aldilà, 9735 episodi andati in onda negli USA, poco meno da noi. Specchiarsi in quei volti un po’ invecchiati ma non troppo ci rassicura, i loro guai sono anche i nostri e sapere che i miracoli accadono ci rende fiduciosi del futuro. La sindrome della “puntata successiva”, nella soap come nella vita, immaginarsi nuove vite e possibilità.
Sarà per questo che anche le serie tv, nate come prodotti meno popolari, più vicini al cinema che ai polpettoni tv, adesso rincorrono il «fine vita mai», con stagioni su stagioni che sedimentano improbabili colpi di scena e sono un po’ il nostro amuleto, uno scacciapensieri, una specie di patto con la vita.
La CBS ha rinnovato la soap per altre tre stagioni; quindi, siamo a posto almeno fino al 2028. C’erano i mondiali di calcio quando nel 1990 questo romanzone di fanta-vita creata da William J. Bell e Lee Philipp Bell, fece la sua apparizione sulla Rai, sul secondo canale, con un record di ascolti (oltre sei milioni di telespettatori) e la promozione in fascia preserale. Dopo poco il passaggio alla Tv di Berlusconi, allora Fininvest, e dopo un breve passaggio su Rete4 l’arrivo sull’ammiraglia del gruppo, Canale 5. E qui ancora sta con ascolti di tutto rispetto, visti i tempi grami della tv generalista. Una media di 2.255.000 spettatori pari al 18.9% di share, in Italia (300 milioni di persone la guardano nei 100 paesi in cui è distribuita nel mondo).
Ridge, Brooke, Eric, Taylor, Stephanie ma anche le generazioni successive con Hope, Bridget, Stephanie, Thomas, e quelle dopo ancora con Douglas Forrester (figlio di Thomas), Kelly Spencer (figlia di Steffy), Beth Spencer (figlia di Hope e Liam), ossia il futuro della dinastia Forrester e dei nostri riposini dopo pranzo sul divano.
E non importa che alcuni di loro nel tempo abbiano cambiato faccia. A iniziare da Thorne e proseguendo con Ridge da cui l’attore Ron Moss (quello con il mascellone e il ciuffo) si è separato, forse per paura del fine pena mai, sostituito da tale Thorsten Kaye. E d’altronde per i protagonisti di questa soap, come di molte altre, è andata proprio così, per sempre legati al loro ruolo in Beautiful. Come essere assunti alle Poste, un lavoro 5 giorni su sette, 8 ore sul set, fino alla pensione o alla morte.
Seguire la trama è come giocare a Monopoli, capita che ti ritrovi al punto di partenza. Nelle nuove puntate il triangolo emotivo tra Hope, Finn e Steffy. La figlia di Brooke ammette di provare qualcosa per il medico e Steffy teme che la rivale possa mettere in crisi il suo matrimonio. Nel frattempo, Brooke cerca di fermare la figlia prima che la situazione degeneri, mentre Ridge riflette sulla possibilità di lasciare la gestione dell’azienda per tornare a dedicarsi alla sua vera passione: il design. Siamo in una fase tranquilla della saga Forrester ma per tenere alta l’attenzione gli sceneggiatori hanno osato sempre molto, anche con qualche amore “incestuoso” come quando Bridget (Ashley Jones) iniziò a sentire “qualcosa” per Ridge (Ronn Moss), che fino a quel momento era stato per lei una figura paterna. Anche Bradley Bell, figlio dei creatori della soap William e Lee Phillip Bell, autore e produttore esecutivo, dovette ammettere l’azzardo: «Infatti mollammo quella storia molto presto… D’altra parte, è meglio spingersi troppo avanti, che non abbastanza avanti. La colpa più grande per un autore è aver paura di spingersi avanti». E per “nobilitare” la sua creatura Bell si spinge veramente avanti paragonando la sua opera a quella di Charles Dickens: il padre del romanzo a puntate.