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 2026  marzo 22 Domenica calendario

Epatite A, Regione Campania acquista 25.000 vaccini.

Per contrastare l’epatite A, la Regione alza il livello. Non solo controlli a tappeto in ristoranti e canali di vendita di frutti di mare. Ora si punta ai vaccini. In una nota inviata nelle ultime 24 ore a direttori delle Asl e al presidente Roberto Fico, la direzione Salute di Palazzo Santa Lucia parla di “potenziamento dell’offerta vaccinale per gruppi a rischio”. Da somministrare “gratuitamente”, con l’obiettivo di “limitare la diffusione in comunità”.
Gli uffici della sanità regionale chiedono alle Asl di “ordinare immediatamente” i vaccini. E fanno presente che sono già “acquistabili tramite gara Soresa (società regionale, ndr). 13.500 dosi per bambini e 11.700 per adulti”. Totale: 25.200 dosi.
E se non bastassero visti i casi in crescita? “La direzione – si legge – qualora le dosi rese disponibili dovessero risultare insufficienti rispetto al fabbisogno regionale, darà mandato a Soresa di attivare tempestivamente le procedure necessarie per estendere la disponibilità di ulteriori quantitativi di vaccino anti-epatite A”.
Il tutto per “assicurare in tempi rapidi” l’avvio delle vaccinazioni. Organizzandosi, si legge, con “chiamata attiva, sedute dedicate per operatori e categorie a rischio, integrazione con percorsi territoriali e ospedalieri”. Sono stati individuate quattro categorie a cui somministrare in primis i vaccini: personale sanitario e sociosanitario; operatori della filiera alimentare, “con priorità per chi effettua manipolazione diretta di alimenti, per i contesti della ristorazione, mense, catering, mercati e vendita di prodotti ittici, inclusi anche gli operatori addetti alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti solidi e dei liquami, per il rischio correlato alla trasmissione oro-fecale e alla possibile esposizione ambientale; pazienti fragili, cioè soggetti con condizioni cliniche che aumentano il rischio di complicanze, come trapiantati, pazienti affetti da malattie croniche del fegato, persone senza dimora e residenti in istituti/strutture residenziali. E infine i bambini. Si aggiunge poi la necessità di procedere alle vaccinazioni per chi è stato a contatto con positivi al virus, “anche nei contesti in cui la segnalazione avvenga non immediatamente, in quanto utile a contenere la trasmissione secondaria e a ridurre il rischio di ulteriori casi nel nucleo familiare e/o in comunità”.
In un comunicato la Regione fa sapere che “manterrà elevato il livello di attenzione”, seguendo l’evoluzione dell’epidemia. Da Palazzo Santa Lucia vengono diramate alcune “regole pratiche” da seguire. In primis “va evitato il consumo di molluschi crudi o appena scottati”. E poi: “lavare le mani per almeno 20 secondi prima di cucinare, separare alimenti crudi e cotti, sanificare utensili da cucina, bere acqua sicura, non preparare cibo per altre persone se si hanno sintomi compatibili con epatite o disturbi gastrointestinali, fino a valutazione medica”.
È da gennaio che nelle comunicazioni interne tra Regione e Asl circolava “l’allerta epatite A per l’incremento di segnalazioni”, fino ad arrivare a casi 10 volte in più rispetto alla media. Da giovedì sono scattati controlli “congiunti e coordinati” da parte di Asl, servizi veterinari, Nas dei carabinieri, in “ristoranti, eventi, catering, esercizi che somministrano alimenti crudi o poco cotti”. Con una attenzione anche ai “canali di vendita/somministrazione non strutturati o comunque a maggiore criticità igienico-sanitaria e di tracciabilità”: riferimento in particolare alla “vendita ambulante”. Sono controlli che possono sfociare “nel divieto di immissione in commercio” e in “procedure di richiamo/ritiro/rimozione delle partite” di alimenti “non conformi”.
Intanto l’epidemia da epatite A rischia di avere un impatto negativo sul turismo, alla vigilia di Pasqua. Agostino Ingenito, presidente di Abbac – l’associazione che raggruppa B&b e strutture extralberghiere – scrive sui social ieri: “Evitiamo allarmismi, il rischio è la riduzione dei flussi turistici legati alla congiuntura economica e geopolitica. Vogliamo rassicurare gli ospiti italiani e stranieri: Napoli è una città sicura e accogliente”.