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 2026  marzo 22 Domenica calendario

Missili iraniani intercettati sull’isola Diego Garcia

Sottoposto ad attacchi sempre più massicci, l’Iran replica su bersagli lontani, simbolici e importanti. L’isola di Diego Garcia è uno di questi: si spiega anche così il tentativo di colpirla con due missili. Secondo il Wall Street Journal uno è finito in mare, il secondo è stato intercettato dalla difesa. La divisione aerospaziale dei pasdaran potrebbe aver usato i Khorramshahr 4 (derivato dal Musudan nordcoreano) o un modello analogo. L’atollo dell’Oceano Indiano, che ospita la base anglo-americana, è a una distanza considerevole: circa 4 mila chilometri dal territorio iraniano, ossia due volte il raggio d’azione dei missili a disposizione di Teheran. Secondo un’ipotesi di un esperto i tecnici hanno ridotto al minimo la testata bellica in modo da poter raggiungere il target. A meno che non siano riusciti già ad allungare la sua portata. Una terza ipotesi avanzata è la conversione di vettori spaziali a fini militari. Agli iraniani non interessava tanto fare danni quanto dimostrare di arrivare «lontano». Una ripetizione su scala maggiore di quanto è avvenuto con il raid di droni sulle installazioni inglesi a Cipro, operazione però attribuita all’Hezbollah libanese. Il lancio su Diego Garcia è stato subito interpretato da fonti del Golfo come la conferma della pericolosità dell’arsenale degli ayatollah. Con migliaia di missili a corto, medio e lungo raggio, aggiornati usando le esperienze e i test in combattimento, magari ricevendo assistenza da russi, cinesi e nordcoreani. Non a caso gli Usa, durante il negoziato, avevano posto come condizione un limite massimo di 2.000 chilometri al raggio dei vettori. Richiesta respinta dalla Repubblica islamica. Scoperto dai portoghesi nel 1512, controllato dai francesi, l’atollo è poi finito in mano ai britannici diventando «la portaerei inaffondabile». Gli abitanti sono stati sfrattati e Diego Garcia ha ospitato in un’infinità di crisi gli aerei americani. Secondo un accordo, l’isola doveva tornare sotto l’autorità delle Mauritius ma l’intesa è stata congelata da Londra dopo le proteste veementi della Casa Bianca. La Cia ha utilizzato Diego Garcia come luogo di prigionia per elementi qaedisti catturati dopo l’11 settembre. Inoltre, dopo la scomparsa del jet malese – marzo 2014 – è emersa una doppia teoria complottista secondo la quale era atterrato sull’atollo o era stato intercettato in quanto il pilota voleva schiantarsi sulla base.