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 2026  marzo 21 Sabato calendario

Miliardari cinesi in crescita

Cina, il nuovo regno dei miliardari. Il Paese supera gli Stati Uniti grazie ai Paperoni nei settori dei semiconduttori, delle nuove energie, dell’intelligenza artificiale: 287 ricconi in più rispetto all’anno scorso. Che portano il totale a 1.110, contro i mille dell’America. Lo certifica la nuova “Global rich list” pubblicata dall’istituto di ricerca Hurun. Per quanto riguarda la Cina oltre ai “soliti noti”, in classifica già da anni, come Zhang Yiming, fondatore di ByteDance, la società dietro TikTok e Douyin (la sua versione cinese), Ma Huateng di Tencent, Colin Huang, creatore delle app di e-commerce Pinduoduo e Temu, è interessante andare a vedere chi sono i nuovi miliardari che entrano nella lista per la prima volta.
Le new entry dei semiconduttori e sanità
Il settore dei semiconduttori ha prodotto 18 “new entry”: risultato della spinta del Paese verso l’autosufficienza nel settore dei chip. Qui troviamo Chen Weiliang di MetaX Integrated Circuits con un patrimonio di 4,7 miliardi di dollari e Zhang Jianzhong di Moore Threads Technology con 4,6 miliardi di dollari. Chen Weiliang, nato nel 1976, fondò la MetaX, startup specializzata in chip nel 2020. Zhang Jianzhong, invece, classe ’66, ha lavorato 14 anni per Nvidia (il colosso americano dei chip) fino a quando, sei anni fa, ha deciso di fondare la propria società.
Molto bene anche il settore sanitario: 28 nuovi Paperoni cinesi, tra i quali spicca Au Yat-Gai di Regencell Bioscience, con un patrimonio di 13 miliardi di dollari. Au, laureato a Berkeley, ha iniziato la sua carriera nel settore dell’investment banking presso Deutsche Bank. È cresciuto con l’Adhd (disturbo da deficit di attenzione/iperattività) e l’Asd (disturbo dello spettro autistico) e da oltre 30 anni segue un trattamento di medicina tradizionale cinese.
È fondatore della Regencell, un’azienda dedicata alla ricerca, allo sviluppo e alla commercializzazione della medicina tradizionale cinese per il trattamento dell’Adhd e dell’Asd.
Il boom energetico
Il settore energetico ha visto 19 nuovi ingressi, trainati dal comparto delle batterie per veicoli elettrici. Mentre l’intelligenza artificiale segna due nuovi miliardari. Si tratta di Yan Junjie di MiniMax con 3,6 miliardi di dollari di patrimonio e di Liu Debing di Knowledge Atlas Technology Jsc, meglio conosciuta come Zhipu, con 1,2 miliardi di dollari. Nato nel 1989 in una piccola città nella provincia dello Henan, Yan Junjie ha conseguito un dottorato in informatica. Ex vicepresidente di SenseTime, ha lasciato l’azienda nel 2021 ed era pronto a diventare insegnante, «finché un evento non gli ha fatto cambiare idea». Yan ha raccontato che un giorno suo nonno gli disse che «avrebbe voluto scrivere un libro di memorie, ma non riusciva a farlo perché aveva bisogno di buone capacità di organizzazione e non sapeva digitare», ricorda la stampa cinese. «Ho pensato che solo l’intelligenza artificiale potesse aiutarlo», disse. Ha fondato MiniMax nel 2022 a Shanghai.
«Il 75% dei miliardari cinesi odierni non figurava nella lista di dieci anni fa, a dimostrazione di come sia cambiata la distribuzione della ricchezza. Globalizzazione è stata la parola d’ordine»
, afferma Rupert Hoogewerf, presidente e capo ricercatore dell’Hurun Report. «I principali protagonisti della crescita in Cina sono legati all’intelligenza artificiale, guidati da Zhang Yiming di ByteDance, che ha aumentato il proprio patrimonio di 19 miliardi di dollari raggiungendo i 79 miliardi, seguito da Ma Huateng, che ha raggiunto i 66 miliardi di dollari, Chen Tianshi di Cambricon, che ha raddoppiato il proprio patrimonio a 25 miliardi di dollari, Wang Weixiu del fornitore di data center Zhongji Innolight, che lo ha sestuplicato», continua Hoogewerf. Il settore dell’elettronica di consumo cinese ha registrato notevoli incrementi, grazie alla domanda di componenti ottici per i data center dedicati all’intelligenza artificiale. «E poi tra gli altri figurano la regina dei touchscreen June Zhou Qunfei di Lens Technology, in crescita del 73% a 19 miliardi di dollari, Terry Gou di Foxconn, fornitore di Apple, in crescita di un terzo a 16 miliardi di dollari, Grace Wang Laichun di Luxshare, in crescita del 50% a 13 miliardi di dollari», si legge nel report relativo alla classifica. Anche il settore dei beni di consumo ha avuto un anno positivo, guidato da Zhong Shanshan del gigante dell’acqua in bottiglia Nongfu Spring, seguito da due operatori nel settore dei giocattoli, Grant Wang Ning di Pop Mart e Li Qibin di Kayou.
Il podio all’America
Nonostante il sorpasso cinese sull’America riguardo al numero di miliardari (1.110 per la Cina, 1.000 per gli Usa, su un totale di 4.020), i primi dieci posti in classifica sono (quasi) tutti occupati da imprenditori americani: da Elon Musk (con un patrimonio di 792 miliardi di dollari) a Jeff Bezos (300 miliardi), da Larry Page (271 miliardi) a Mark Zuckerberg (234).
A livello di città, New York rimane la capitale mondiale dei miliardari con 146, in aumento di 17. La metropoli cinese di Shenzhen è balzata al secondo posto, aggiungendo 47 nomi per un totale di 132, seguita da Shanghai, Pechino e Londra. Hong Kong conta 88 miliardari, 14 in più rispetto all’anno scorso, e si colloca al settimo posto. Nella Top 5 delle città, tre sono cinesi.
L’Asia in generale è il continente in più rapida crescita: poco meno della metà dei miliardari a livello mondiale sta qui. Dopo Cina e Stati Uniti, al terzo posto c’è infatti l’India: 308 persone. «Oltre l’80% dei miliardari indiani di quest’anno non figurava nella lista dieci anni fa, a dimostrazione di come la creazione di ricchezza in India sia cambiata radicalmente. Se si aggiungono i circa 50 miliardari indiani che vivono prevalentemente negli Stati Uniti e negli Emirati Arabi Uniti, il numero totale dei miliardari indiani sfiora i 360, con un patrimonio complessivo di 1,5 trilioni di dollari. Il settore automobilistico e dei componenti auto è stato il protagonista indiscusso in India», prosegue Hoogewerf.
Il Sud-Est asiatico, infine, conta 181 miliardari: guidato da Singapore con 59, dall’Indonesia con 44 e dalla Thailandia con 40. La Malesia e le Filippine ne contano 16 ciascuna, seguite dal Vietnam con 6.