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 2026  marzo 21 Sabato calendario

Usa, il piccolo Liam con la famiglia verrà deportato

 L’incubo, per il bambino dal cappello azzurro con le orecchie, non è finito. Tre mesi dopo essere stato arrestato dagli agenti dell’immigrazione americana assieme al padre, Liam Conejo Ramos, 5 anni, rischia di venire deportato con tutta la famiglia entro un mese: un giudice dell’immigrazione ha dato infatti ragione all’amministrazione Trump, che chiedeva la deportazione dei Ramos. La famiglia ecuadoriana avrà trenta giorni di tempo per presentare ricorso.
Il piccolo e i genitori, secondo i loro legali, erano entrati legalmente negli Stati Uniti attraverso una domanda di asilo, ma poiché erano passati meno di due anni la famiglia Ramos si trovava in una situazione vulnerabile: secondo l’amministrazione Trump poteva essere deportata con procedura accelerata.
Il 20 gennaio gli agenti dell’Ice li avevano arrestati a Minneapolis, in Minnesota, e trasferiti in un centro di detenzione familiare in Texas. Le immagini del bambino, con il cappellino a forma di coniglio e lo zaino dell’Uomo Ragno, circondato dagli agenti, avevano fatto il giro del mondo e mostrato il sadismo dell’amministrazione americana. Molti avevano protestato, mentre la base Maga aveva esultato e invocato la deportazione di altre migliaia di immigrati come Liam. L’intervento di un giudice conservatore del Texas, il 1 febbraio, aveva annullato la detenzione e ordinato il ritorno a casa del piccolo e del padre. La storia sembrava avviata verso un epilogo positivo, nonostante Liam avesse cominciato a svegliarsi di notte urlando “papà papà”, terrorizzato all’idea che gli agenti lo sequestrassero di nuovo.
Ora, nemmeno tre mesi dopo, tutto è tornato a rischio per lui, per il fratello di 13 anni, per il padre Adrian Conejo Arias e per la madre Erika Ramos, che è incinta. Questo perché il governo Trump, nel frattempo, non ha mollato la presa. Gli avvocati dei Ramos hanno chiesto a un board del dipartimento di Giustizia che si occupa di immigrazione di rinviare il caso a un tribunale speciale, perché venga esaminata la loro richiesta d’asilo. Ma non è chiaro quando il board esaminerà il caso, e neanche se lo farà in tempo.
«Considerato tutto quello che Liam e la sua famiglia hanno passato, è incredibile come il governo continui a tormentarli», ha dichiarato Paschal Nwokocha, uno degli avvocati. Trump continua a sostenere che la sua amministrazione sta deportando “il peggio del peggio”, anche se resterà difficile convincere quella parte di America non Maga che tra questi va incluso un bambino ispanico con il cappello dalle orecchie di coniglio.