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 2026  marzo 21 Sabato calendario

Nipote terrorizza la zia con simboli satanici per l’eredità

Il diavolo c’era davvero, ma non aveva né le corna e neppure la coda: era il nipote che per mesi e mesi l’ha terrorizzata facendole credere che la casa fosse invasa dal maligno perché, ne sono convinti gli inquirenti che l’hanno arrestato, voleva mettere paura alla zia 86enne cardiopatica in modo che lasciasse la casa o addirittura farla morire per impossessarsi dell’eredità. E quasi ci riusciva se non fosse stato per un’amica.
Le cose sparivano e comparivano da un momento all’altro, i vestiti le prendevano fuoco inspiegabilmente, minacciose croci nere si materializzavano sulle pareti di casa e sulla tomba del marito al cimitero. Non c’erano dubbi: il diavolo si era impossessato della sua casa e presto sarebbe riuscito a portarsi dietro anche lei. Ormai se n’era convinta, lo aveva detto alle amiche e al nipote 51enne, G.A., che poteva testimoniare che erano veri i fenomeni paranormali, dato che era quasi sempre presente.
Come quella volta che l’anziana, che dalla morte del marito vive sola a Rho (Milano), si era svegliata di soprassalto perché il materasso aveva preso fuoco. Il nipote l’aveva convinta a dormire sul divano vicino all’ingresso, così da poter scappare subito se la casa fosse stata incendiata dal diavolo. O quel giorno in cui, rientrando, ha trovato tutti i vestiti in giro e il pavimento allagato e cosparso di sale, olio e uova rotte. Ma ciò che la faceva letteralmente impazzire erano le croci nere che spuntavano in continuazione sulle pareti: più le cancellava, più riapparivano. A preoccuparla, poi, era la scomparsa continua delle medicine per i suoi problemi cardiaci. «Le ha portate via il diavolo», aveva detto all’amica. Si era rivolta a un esorcista, ma invece di diminuire i fenomeni aumentavano. Addirittura, mentre andava dall’esorcista, sempre con il nipote a fianco, la giacca le si era incendiata improvvisamente per strada.
Era terrorizzata: «Ho dovuto prendere le gocce (…) il cuore stanotte, non ti dico le bizze che ha fatto (…) va a finire che vado al pronto soccorso», aveva confidato alla vicina. È stata lei a far partire le indagini dopo che l’amica le aveva mandato una serie di duri messaggi dicendole che non voleva avere più rapporti con lei, che non la venisse più a trovare, ma, quando l’aveva incontrata di persona, era caduta dalle nuvole e le aveva giurato che i messaggi non li aveva mandati lei, ma il diavolo. Le aveva anche confidato di non aver più soldi da quando, sempre il maligno, le aveva bloccato il suo bancomat costringendola a chiedere aiuto al nipote che, guarda caso, invece poteva usarlo. E si era pure convinta che tutto quel male che subiva era la conseguenza del fatto che aveva fatto testamento (la casa) solo a favore del nipote escludendo gli altri parenti.
Polizia locale e dei Carabinieri di Rho, coordinati dal pm della Procura di Milano Marco Cirigliano e dall’aggiunto Letizia Mannella, per vederci chiaro hanno imbottito l’appartamento di microspie. Le intercettazioni, ovviamente, hanno dimostrato che Satana non c’entrava niente. E le videocamere hanno ripreso il nipote che, appena la zia andava in un’altra stanza o usciva, prendeva un pennarello nero e faceva le croci nere e la scritta «casa mia».
«Sono andata al cimitero per far visita a mio marito ho trovato sulla lapide tre piccole croci fatte con del nastro isolante nero, al ritorno a casa ne ho trovate altre due sulla porta d’ingresso, ha raccontato la 86 enne agli inquirenti che l’hanno interrogata. «Sono distrutta, sia fisicamente che moralmente», ha aggiunto dopo che aveva ricevuto sul cellulare 60 chiamate mute e aveva trovato di nuovo la casa a soqquadro con un forte odore di bruciato per le stanze nonostante le avesse «benedette» con l’acqua santa. Quando il cerchio si è chiuso, l’uomo, che ha precedenti per reati di droga, è stato messo agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico con l’accusa di atti persecutori per aver causato alla zia «un perdurante e grave stato di ansia e di paura» e «un fondato timore per l’incolumità».