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 2026  marzo 20 Venerdì calendario

Rischio carestia: minaccia non solo la guerra, ma pure gli hacker

Siamo solo a uno choc di distanza dalle “rivolte del pane” di manzoniana memoria: a rivelarlo uno studio inglese che mette in luce il rischio di una carestia indotta dall’interruzione delle catene di fornitura. Uno spettro che negli ultimi anni si è manifestato più volte: prima con il Covid (con l’assalto ai supermercati nei primi giorni dopo la scoperta dei primi casi in Italia) e poi con la crisi del grano innescata dalla guerra in Ucraina.
E anche la guerra in Iran fa tremare gli esperti: dallo Stretto di Hormuz, oltre a petrolio e gas, prima dello scoppio del conflitto passava anche il 45% dell’urea globale, componente base per produrre fertilizzanti economici. Il perdurare della guerra significherà o un calo della produzione mondiale, o un inevitabile aumento dei prezzi del cibo.
Ma a metterci a rischio fame non è solo la guerra: ci sono anche gli attacchi hacker, che secondo uno studio pubblicato dalla rivista Sustainability sono fra i maggiori fattori di rischio per la fornitura di alimenti, tanto quanto guerre e catastrofi naturali. A pesare sono vari fattori, dalla dipendenza dell’import al sistema “just in time” che si basa sul principio di catene di fornitura ininterrotte.
Secondo il 40% degli esperti interpellati nello studio, le “rivolte per il pane” scatteranno entro 10 anni. Per l’80% si verificheranno entro 50 anni.

Un fenomeno che riguarda anche l’Italia, visto che gli attacchi informatici contro la Gdo e il comparto alimentare sono cresciuti pure nel nostro Paese: sommati, nel 2025 hanno superato quelli contro il comparto energia, come dimostra uno studio di Certego.
Ci sono già precedenti concreti, anche se finora con conseguenze moderate: a novembre un attacco informatico contro Milano Ristorazione ha costretto le mense scolastiche a fornire solo riso e pollo bollito perché non era possibile risalire alle allergie dei bambini.
In Australia si è scatenata una crisi con scaffali vuoti nei supermercati per l’attacco a un produttore di carne di pollo. A giugno Whole food è rimasta con gli scaffali vuoti sempre a causa all’attacco hacker a un fornitore.
Secondo uno studio di Kaspersky, gli attacchi alla supply chain sono emersi come la minaccia informatica più frequente affrontata dalle aziende nell’ultimo anno: quasi un’impresa su tre ha dovuto fronteggiare una minaccia alla catena di fornitura negli ultimi 12 mesi, con un’esposizione superiore per Messico (43%), Cina (40%) e Spagna (40%).