lastampa.it, 20 marzo 2026
Erdogan: "Possa Dio distruggere Israele"
«Questo Israele sionista ha ucciso centinaia di migliaia di persone. Con il volere di Dio, pagherà un prezzo per questo. Non ho dubbi su questo». Queste le parole del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo l’agenzia Anadolu, nel suo messaggio per Eid al-Fitr, la festa che chiude il mese sacro islamico di Ramadan.
Questo il discorso integrale del presidente turno. «Abbiamo concluso un Ramadan benedetto, ma il mondo islamico sta affrontando gravissime difficoltà. Come sapete, il Medio Oriente è in subbuglio. Perdiamo continuamente martiri e veterani. Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti. Che Egli distrugga completamente Israele nel nome del Suo glorioso nome ’Al-Kahhar’ (Il Sottomettitore). Naturalmente, come ha espresso il nostro maestro nella sua preghiera, la nostra posizione è molto importante. La posizione dei musulmani è molto importante. Queste cose non si ottengono con vuote parole. La nostra adorazione e i nostri sforzi in questo senso sono le vie per raggiungere il nostro Signore più rapidamente. Ci aspettiamo questo dai musulmani. Che Dio ci unisca nell’unità e nella solidarietà del mondo islamico. Che Egli perpetui l’unità e la solidarietà tra voi, miei cari fratelli e sorelle. Adempiamo ai requisiti della nostra fratellanza, non scendiamo a compromessi su questo, perché siamo fratelli e sorelle. In questa occasione, vi faccio nuovamente i miei auguri per il nostro Ramadan Bayram. Che Dio sia il nostro aiuto e il nostro sostegno. La nostra unità...Che la nostra unità duri per sempre».
Un mese fa, prima dell’inizio del conflitto iraniano, l’ex premier israeliano Naftali Bennett aveva detto in un convegno che «la Turchia è il nuovo Iran» e che «rappresenta un pericolo. Erdogan è sofisticato, pericoloso e cerca di accerchiare israele. Non possiamo più chiudere gli occhi». Dichiarazioni che fecero infuriare Ankara.
Ieri Erdogan ha tuonato. «Il Medio Oriente sta ribollendo ora» ha detto il presidente dopo la preghiera rituale nella moschea di Merkez, nel distretto di Guneysu, nella provincia settentrionale turca di Rize, di dove è originario, esprimendo la speranza che la festività rafforzi l’unità e la fratellanza in Turchia. Il presidente ha affermato che la fine del Ramadan e l’arrivo dell’Eid dovrebbero rappresentare un momento di rinnovamento per il mondo musulmano. «Ci siamo lasciati alle spalle il mese sacro del Ramadan e oggi siamo giunti all’Eid al-Fitr», ha dichiarato. «Che Dio faccia dell’Eid al-Fitr un mezzo di salvezza e rinascita per tutto il mondo islamico. Spero che l’Eid al-Fitr porti bene al nostro Paese e alla nostra nazione», ha aggiunto. Poco dopo le parole del presidente di Ankara, anche se difficilmente le cose sono collegate, sono risuonate le sirene nel centro d’Israele, pure a Gerusalemme. Israele e Turchia non hanno buoni rapporti da anni.
La guerra a Gaza ha esacerbato le relazioni tra le due potenze mediorientali, anche perché Ankara ospita, protegge e difende leader di Hamas sul suo territorio, ai quali ha concesso pure la cittadinanza. Si è anche imposto tra i mediatori anche della tregua raggiunta a ottobre, ma Israele ha messo un veto sulla partecipazione dei turchi alla forza di interposizione internazionale nella Striscia. Ankara è anche alleata di Teheran e per almeno due volte ha subito un attacco missilistico dal regime degli ayatollah durante la guerra in corso dalla fine di febbraio. Per abbassare i toni, è stato detto che i missili intercettati dai turchi, che fanno comunque parte della Nato, erano destinati a Cipro.