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 2026  marzo 20 Venerdì calendario

Nuova specie di salamandra trovata in Trentino

Tante le curiosità dietro il ritrovamento in Trentino, nei boschi della Val di Sella, della rarissima «salamandra Aurora», in un habitat considerato non idoneo per questa specie. I ricercatori del Muse svelano, tra le particolarità, che questa salamandra ha la gravidanza tra le più lunghe del regno animale: fino a quattro anni per partorire un cucciolo. «È una delle più rilevanti scoperte erpetologiche degli ultimi anni – dice Emma Centomo del Muse, Museo delle Scienze di Trento, autrice co-primaria dello studio pubblicato il 12 marzo sulla rivista scientifica Acta Herpetologica –. Dopo alcuni sopralluoghi siamo riusciti a confermarne la presenza».
La «salamandra Aurora» che Muse e Cnr studiano nel Veneto dal 2017, è una sottospecie di appena 10 centimetri, endemica delle Prealpi sud-orientali, dalla livrea nero-giallastra con macchie dorsali spesso fuse tra loro, vive in un’area di circa 31 chilometri quadrati e prende il nome da Aurora, moglie di Luigi Trevisan, che per primo si è accorto che si trattava di una specie sconosciuta. Lo scorso agosto un cacciatore ha postato su un social la foto di un esemplare fotografato in Val di Sella e un attento custode forestale ha allertato il Muse di Trento, che si è messo alla testa di un gruppo di ricercatori del Cnr e delle Università di Oviedo, di Firenze e di Genova, andando a cercarla. 
Luca Roner dell’Università spagnola di Oviedo, primo autore dello studio, racconta di un anfibio «evidentemente più adattabile degli altri, che apre nuove prospettive: è una specie alpina d’alta quota che vive distante dalle altre. A causa del clima freddo, soltanto da maggio a ottobre vaga sotto la pioggia nei boschi di abete bianco e faggio ricchi di ragni e scorpioni di cui è ghiotta. La loro è una delle gestazioni più lunghe del regno animale: per partorire un cucciolo la femmina ci mette da 2 a 4 anni. Non sappiamo ancora chi sono i loro predatori. Nel 2027 effettueremo monitoraggi e raccoglieremo campioni genetici per scoprire di più sulle caratteristiche di questi animali, sappiamo per certo che esiste l’esemplare fotografato dal cacciatore. E anche una femmina gravida che abbiamo trovato noi e che suggerisce l’esistenza di una popolazione stabile». La presenza della comunità di anfibi è indice di una buona salute dell’ecosistema perché si tratta di animali molto sensibili alle alterazioni del bosco.