corriere.it, 20 marzo 2026
La cassiera licenziata dal Pam riavrà il risarcimento ma non il lavoro
Ha rinunciato al reintegro in cambio di un risarcimento. Finisce senza una sentenza del giudice del lavoro la storia, che un paio di mesi fa aveva destato clamore, della dipendente Pam di Grosseto licenziata in tronco dopo aver prelevato dagli scaffali un flacone di detersivo da 2,9 euro in sostituzione di quello che le si era rotto fra le mani.
A quanto ammonti la cifra non si sa, l’accordo di conciliazione raggiunto fra le parti, nel corso della prima udienza della causa di lavoro, ha natura riservata. Si sa soltanto che la donna, 30 anni di contratto alle spalle, ha preferito evitare, come la catena della grande distribuzione salita agli onori della cronaca per i suoi comportamenti disinvolti nei confronti dei dipendenti, una battaglia pesante. Forse lei per motivi personali, l’azienda per scansare una scomoda pubblicità.
Ecco dunque che un processo che si annunciava senza esclusione di colpi si è trasformato subito, al tribunale di Grosseto, davanti al giudice Giuseppe Grosso, in un compromesso.
Un po’ come era successo a Siena per il caso simile di un altro dipendente Pam licenziato dopo essere stato sottoposto al famigerato test del carrello. Solo che lì si era arrivati al verdetto con cui il giudice ordinava la riassunzione e solo successivamente il cassiere aveva rinunciato al rientro in cambio delle mensilità sostitutive previste dalla legge. Nel caso della donna, invece, lei ha accettato il licenziamento a fronte dell’offerta di Pam del risarcimento.
Forse ha influito anche la discrezione con la quale la dipendente ha affrontato la vicenda, senza mai venire allo scoperto in prima persona, senza raccontare la sua storia, venuta alla luce a mesi di distanza (gennaio mentre il caso era avvenuto ad ottobre) e solo perchè la Filcams-Cgil maremmana ne aveva fatto una questione emblematica.
Aveva fatto rumore l’esiguità della cifra che aveva portato al drastico provvedimento, 2,9 euro appunto. Il costo del flaconcino di detersivo che la donna, finito il turno di lavoro, aveva messo nel carrello della sua spesa personale. Alla cassa aveva pagato come una cliente ordinaria, aveva imbustato e si era avviata all’uscita del punto vendita, l’unica Pam di Grosseto, in via del Sabotino. Qui il patatrac, una busta che si era rotta col flaconcino a terra e ormai irrecuperabile.
Lei aveva raccontato di essere tornata indietro a informare il direttore e di aver preso, col suo consenso un prodotto sostitutivo. Invece, nel giro di qualche giorno le era stato notificato un procedimento disciplinare per aver prelevato abusivamente il flaconcino, seguito a stretto giro dal licenziamento. Una fine brusca del rapporto di lavoro per meno di tre euro che aveva indignato molti e che ora si conclude con una transazione sena che il giudice abbia avuto modo di pronunciarsi sulla legittimità del provvedimento.