Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  marzo 20 Venerdì calendario

Dubai, i milionari in fuga comprano in Italia

Le tensioni geopolitiche nel Golfo stanno producendo un effetto inatteso nel mercato immobiliare internazionale di fascia alta. Dopo anni in cui Dubai è stata una delle mete preferite dei grandi patrimoni globali, alcuni investitori stanno iniziando a vendere parte degli immobili acquistati negli Emirati per riallocare capitali in Europa. Tra le destinazioni più richieste torna l’Italia, che beneficia del fascino del proprio patrimonio immobiliare e della stabilità del mercato del lusso.
Per anni l’emirato è stato il simbolo della nuova geografia della ricchezza globale. Fiscalità favorevole, procedure rapide e la possibilità di diversificare il portafoglio acquistando più unità immobiliari nello stesso complesso avevano attirato molti investitori europei, alcuni dei quali erano arrivati a possedere anche una decina di appartamenti nello stesso quartiere.
Ora però il clima internazionale e i timori di instabilità nella regione stanno spingendo alcuni di questi grandi patrimoni a riequilibrare gli investimenti. L’Italia, con il suo mix di lifestyle, patrimonio storico e valore immobiliare consolidato, torna così al centro delle strategie di acquisto.
Il fenomeno emerge chiaramente anche dai dati degli operatori del settore. La società di intermediazione immobiliare di lusso Lionard Luxury Real Estate registra da anni una crescita media attorno al 20% (25% di aumento richieste di acquisto 2025 sul 2024) annuo nelle transazioni di fascia alta e osserva oggi un crescente interesse internazionale verso il patrimonio immobiliare italiano. Secondo le analisi della società, fondata da Dimitri Corti preso a modello di studio anche ad Harvard (ne abbiamo scritto qui) il portafoglio medio dei clienti supera i 5,2 milioni di euro, mentre cresce la quota di immobili acquistati e gestiti attraverso piattaforme digitali. Il segmento più dinamico resta quello dell’extralusso, sopra i 5 milioni di euro, mentre la fascia tra 1,5 e 3 milioni ha risentito negli ultimi anni dell’aumento dei costi energetici e delle spese di manutenzione.
Il mercato è sempre più globale. Tra gli acquirenti predominano francesi, britannici e americani, seguiti da investitori del Nord Europa e da una nuova generazione di imprenditori internazionali attratti dal lifestyle italiano. Ville storiche in Toscana, residenze sul mare in Sicilia, grandi proprietà nel Veneto o attici panoramici nei centri storici delle città d’arte restano tra gli asset più ricercati. In questo contesto la tecnologia sta trasformando profondamente anche il lavoro degli intermediari. Lionard ha sviluppato negli ultimi anni sistemi basati su intelligenza artificiale per analizzare i dati del mercato internazionale e individuare potenziali acquirenti con maggiore precisione.
In particolare Lionard ha sviluppato LAIA, Lionard Artificial intelligence Advisor, sistema con l’obiettivo di supportare il matching tra domanda e offerta attraverso l’analisi delle preferenze dei buyer, aiutando a intercettare il momento in cui l’interesse per un immobile è più concreto.
Gli algoritmi permettono di studiare i comportamenti di ricerca online, profilare i clienti interessati e proporre immobili coerenti con il loro portafoglio e le loro preferenze. Si tratta di un processo che ha richiesto anni di sviluppo informatico e di studio dei linguaggi di programmazione, ma che oggi consente di accelerare i tempi delle trattative e di migliorare l’efficacia della comunicazione con una clientela globale. 

La digitalizzazione ha cambiato anche il comportamento dei clienti. Durante la pandemia molte trattative sono state concluse completamente a distanza: visite virtuali, video dettagliati e call online hanno permesso di vendere immobili di grande valore senza che l’acquirente li visitasse fisicamente. Una modalità che oggi resta diffusa soprattutto tra investitori internazionali. Accanto alle compravendite cresce anche l’indotto legato alle ristrutturazioni di pregio. Interventi su ville storiche o appartamenti di grande dimensione possono costare tra 3.000 e 4.000 euro al metro quadrato, coinvolgendo architetti, artigiani e imprese specializzate. Un mercato parallelo che alimenta l’intera filiera del lusso immobiliare.

Negli ultimi anni non sono mancate operazioni simbolo: attici venduti nel centro di Milano per oltre 20 milioni di euro, palazzi storici recuperati a Firenze e residenze iconiche affacciate sul Canal Grande a Venezia. Proprietà uniche che continuano ad attrarre collezionisti e grandi patrimoni internazionali. In questo scenario l’effetto Dubai rappresenta solo l’ultimo capitolo di una trasformazione più ampia. La ricchezza globale è sempre più mobile e le scelte degli investitori cambiano rapidamente in base alla fiscalità, alla stabilità geopolitica e alle opportunità di diversificazione.
E quando il capitale torna a cercare sicurezza e valore culturale, l’Italia – con le sue ville storiche, i palazzi rinascimentali e gli attici nelle città d’arte – resta una delle destinazioni più ambite al mondo.