Corriere della Sera, 20 marzo 2026
Meloni: «Del Mastro rimane al suo posto»
Il sottosegretario Andrea Delmastro «rimane al suo posto». Lo dice a tarda sera Giorgia Meloni da Bruxelles e aggiunge: «Gli viene contestato di avere preso delle quote in un ristorante con dei soci incensurati e di aver, nel momento in cui ha scoperto che non uno dei soci ma il padre di uno dei soci aveva problemi con la giustizia, venduto le quote. Quello che si può dire al sottosegretario Delmastro è che forse avrebbe dovuto essere più accorto ma da questo a segnalare che il sottosegretario, che sta sotto scorta per il suo lavoro contro la criminalità organizzata, abbia una contiguità con la criminalità ce ne passa».
Il caso finirà davanti alla commissione Antimafia e le opposizioni chiedono compatte che Delmastro lasci, intanto ottengono un ordine del giorno per discutere del caso. Chiara Colosimo va in Procura a colloquio col procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi. All’indomani dell’emergere del caso che lo coinvolge per la società di ristorazione fondata (e poi abbandonata) con la figlia di un uomo condannato per camorra, la posizione del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove sembra complicarsi. Come testimoniato anche da una foto di cui già si vociferava e che ieri è venuta alla luce, l’esponente di FdI aveva conosciuto Mauro Caroccia – oggi in carcere con una recente condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni – ben prima di entrare in società con sua figlia Miriam, 18 anni, amministratrice unica della «Le 5 Forchette srl» in cui Delmastro aveva il 25 per cento delle quote con altri esponenti del partito in Piemonte (la società è nata davanti a un notaio di Biella).
La foto in questione risale al 20 ottobre 2023 e lo ritrae con l’uomo che aiutava il boss Michele Senese a riciclare denaro proprio all’interno di uno dei ristoranti che l’inchiesta della Dda «Affari di famiglia» identifica come «lavanderia» dei proventi illeciti. In quel caso «da Baffo», in via dei Fulvi, al Quadraro, già locale del suocero di Caroccia, poi dato alle fiamme in circostanze poco chiare.
L’immagine è accompagnata dal commento postato dal titolare proprio sul sito Facebook dell’attività: «Sottosegretario alla Giustizia Delmastro, anche lui mangia dal vero Baffo». Dalla Procura non ci sono conferme su una possibile nuova indagine aperta, ancor di più considerando che ogni sussurro sarebbe letto in chiave pre-elettorale per il referendum. Il nuovo locale, l’unico della società piemontese della quale hanno fatto parte anche la vicepresidente della Regione, Elena Chiorino di FdI con altri due compagni di partito – Cristiano Franceschini e Davide Eugenio Zappalà – e l’impiegata Donatella Pelle, è la «Bisteccheria d’Italia» in via Tuscolana, gestito proprio dalla figlia di Caroccia che ne ha almeno il 50 per cento delle quote.
Un’eventuale indagine dovrà stabilire quale sia la relazione fra un gruppo di politici piemontesi e il ristorante aperto l’anno scorso al Tuscolano. Delmastro tra l’altro ha mancato di comunicare, come impone invece la legge sul conflitto di interessi per gli esponenti di governo, queste variazioni patrimoniali e le opposizioni adombrano profili penali anche sotto tale aspetto. La commissione parlamentare Antimafia è già in possesso degli atti della precedente inchiesta e Colosimo ha chiesto a Lo Voi se ci siano altri riscontri più recenti che coinvolgano il sottosegretario. La prossima settimana le richieste dell’opposizione per un’audizione dello stesso sottosegretario saranno valutate in ufficio di presidenza. Intanto però è polemica: le opposizioni compatte attaccano la premier Meloni: era a conoscenza «della vicenda da un mese». Lei smentisce ma la leader pd Elly Schlein chiede una presa di posizione chiara, «prima del referendum» mentre per il leader M5S Giuseppe Conte Delmastro «si deve dimettere: come fa Meloni a tenerlo al suo posto?».