Corriere della Sera, 20 marzo 2026
Trump esclude l’invio di truppe. Stop a Bibi
Donald Trump ha detto ieri che non intende «mettere le truppe da nessuna parte», rispondendo a una domanda sullo spostamento di soldati americani verso l’Iran, durante una conferenza stampa in occasione della visita della premier giapponese Sanae Takaichi.
Il presidente americano ha dichiarato inoltre di aver detto al premier israeliano Netanyahu di non attaccare più i giacimenti di gas e petrolio iraniani. «Ho detto loro: “Non lo fate”. Andiamo d’accordo alla grande, siamo coordinati, ma ogni tanto fa qualcosa che a me non piace. E quindi non lo faremo più». Trump ha ripetuto di non essere stato preventivamente informato dell’attacco israeliano contro il giacimento di gas di South Pars (mentre funzionari israeliani hanno detto al sito Axios che la Casa Bianca aveva dato il via libera). Dopo la rappresaglia iraniana contro il giacimento del Qatar e una telefonata con l’emiro, Trump aveva scritto già mercoledì sera sul suo social Truth di non saperne nulla e che non ci sarebbero stati più attacchi del genere. In quello stesso post ha però minacciato anche che, se l’Iran dovesse colpire nuovamente il Qatar, South Pars verrà annientato.
Questa nuova fase della guerra ha provocato un ulteriore aumento del prezzo del petrolio (120 dollari al barile), ma Trump ha minimizzato affermando che si aspettava di peggio. Le dichiarazioni del presidente mirano a «tranquillizzare» i mercati. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha detto che gli Stati Uniti potrebbero ricorrere a misure per abbassare i prezzi come rimuovere le sanzioni sul petrolio iraniano e rilasciare altri barili dalle riserve strategiche Usa. Il Pentagono chiederà al Congresso 200 miliardi di dollari per la produzione di armi e munizioni, ma rispondendo ai timori di una guerra molto lunga, Trump ha detto che questi soldi non servono solo per l’Iran ma per riempire i depositi statunitensi data la «volatilità del mondo» in cui viviamo. I 200 miliardi si sommerebbero al bilancio di 1.000 miliardi del Pentagono.
La premier giapponese ha espresso preoccupazione per l’economia e la sicurezza globali ma ha aggiunto: «Donald, sei l’unico che può portare la pace». Takaichi ha offerto di mediare «con partner internazionali per raggiungere il nostro obiettivo insieme» dopo che Giappone, Regno, Unito, Francia, Germania, Italia e Olanda hanno diffuso un comunicato in cui si impegnano a collaborare per stabilizzare i mercati e fare «sforzi appropriati» per riaprire lo Stretto di Hormuz. Trump ha affermato che il Giappone ora «si sta facendo avanti... a differenza della Nato». Della Nato ha aggiunto: «Stanno diventando più gentili perché hanno visto il mio atteggiamento». Quando un giornalista giapponese gli ha fatto notare che lui non ha avvertito gli alleati dell’attacco all’Iran, Trump ha risposto: «Volevamo la sorpresa. Nessuno può capirlo meglio del Giappone. Non mi avete detto di Pearl Harbor, no?». Il riferimento all’attacco giapponese contro gli Usa nel 1941 ha spento il sorriso sulla faccia di Takaichi che però ha controllato la reazione alla sorpresa.