Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  marzo 20 Venerdì calendario

Mattarella, Ue dica no a guerre e sovranismi

Tocca all’Europa saper dire no alla guerra che, in nome di un «presunto sovranismo assoluto», infiamma il Medio Oriente e minaccia le nostre vite. E tocca ai giovani, attraverso studio e conoscenza, fare la loro parte per preservare libertà e pace, valori e orizzonti che non possiamo più considerare acquisiti. Il passaggio di testimone è nelle ultime righe, quando Sergio Mattarella – dopo la foto con ragazze e ragazzi Erasmus sullo scalone del Colegio de Anaya – si rivolge agli studenti e li sprona a cercare la forza di essere «quel vento di cui il mondo ha bisogno». Un vento che sappia salvare e trasmettere i valori di cui l’Europa è la culla e che il mondo, avviato in una «sconfortante direzione», sta perdendo.
È un discorso denso, duro, intriso di tormenti e speranza quello che il presidente, solennemente vestito con la mantella celeste e il berretto accademico per il dottorato honoris causa in Filologia, pronuncia davanti al re Felipe VI nell’antica università di Salamanca. Partendo dalla storia millenaria delle relazioni tra Italia e Spagna, asse portante dell’architettura europea, la lectio magistralis del capo dello Stato approda alla denuncia più severa possibile delle azioni unilaterali di Putin, Hamas, Trump e Netanyahu, che pure non cita. E culmina in un monito: «Le fondamenta dell’Europa non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea». Dignità umana, solidarietà, valori civili sono i pilastri su cui l’Unione si regge, «pilastri solidi, con radici profonde, cementati da secoli di pensiero illuminato e da un’etica condivisa», intrisa del pensiero di Cicerone, Virgilio, Seneca, Cervantes, Beccaria, Machiavelli, Primo Levi, Marìa Zambrano... L’inquilino del Quirinale condanna i nemici dell’Europa e la sprona a unire le forze, per contrastare tirannide e sovranismi assoluti.
Come possiamo fermare chi fa a pezzi il multilateralismo? «Accettare che esso venga soppiantato da una visione contrattualistica fondata sulla competizione? Tocca all’Europa saper dire di no». No all’«assalto russo all’Ucraina», da cui è derivata la convinzione che «l’aggressione possa essere regolarmente praticata nei rapporti internazionali». No agli orrori di Hamas del 7 ottobre 2023 e no ai recenti attacchi di Usa e Israele, scatenati ignorando la Carta delle Nazioni Unite: «Iran, Libano, l’intera regione medio-orientale e del Golfo» sono al centro di «un arco di crisi di cui non si intravede lo sbocco, con gravissime conseguenze sulle popolazioni». È all’Europa che Mattarella suona la sveglia, perché trovi «il coraggio di proporre una visione alternativa alla legge del più forte» e si opponga all’ampliamento dei conflitti. Il divieto di muovere guerra viene «progressivamente eroso» e Mattarella ricorda le sole eccezioni possibili: legittima difesa e misure autorizzate dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Dove finiremo, se gli Stati continueranno ad aumentare le spese militari? La sola via per uscire dal tunnel della paura è la tutela dei trattati che hanno dato vita alla Ue e alle Nazioni Unite, perché le regole del multilateralismo non svaniscano sotto i colpi di chi punta a smantellare «le Corti internazionali e i loro giudici».
I Paesi «più forti, più ricchi e meglio armati», che infiammano il mondo in virtù di una vis destruens, non sono animati dalla «necessità di preparare il terreno a una costruzione migliore», bensì dalla volontà di eliminare ogni limite alle loro pretese egemoniche e di «sconfinata sovranità statale». Verità e umanità, ragione e diritto vacillano. Ma, citando lo storico Johan Huizinga, Mattarella sprona l’Europa a non farsi inghiottire dalle «ombre del domani». Se non vogliamo sprofondare nella «terra di nessuno», dove vince chi ha più forza per praticare le sue «ingiustificate scorrerie», dobbiamo rinvigorire il sistema multilaterale di controllo degli armamenti e rinsaldare i pilastri che reggono le Nazioni Unite: divieto dell’uso della forza, principio di «sovrana eguaglianza degli Stati» e promozione universale dei diritti umani.