Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  marzo 19 Giovedì calendario

L’evoluzione del Fantacalcio

Il Fantacalcio è diventato un gioco serio. Così serio che oggi vale quasi 40 milioni di euro ed è entrato nel perimetro della Lega Serie A, che ha acquisito il 51% della piattaforma Fantacalcio.it, trasformando così un rito da cameretta in un asset industriale strategico. Non è una semplice licenza o partnership: la Lega entra direttamente nel capitale del prodotto che più di ogni altro lega milioni di italiani al campionato lungo tutte le 38 giornate di gioco. Da passatempo artigianale a infrastruttura digitale, il Fantacalcio diventa così un laboratorio sociale, economico e mediatico, dove ogni scelta tattica, ogni scambio dell’ultimo minuto e ogni formazione schierata racconta la passione degli utenti e alimenta un ecosistema che mescola gioco e business.
I numeri spiegano la portata dell’operazione: oltre 9 milioni di ricavi, 5,2 milioni di Ebitda (utile prima di interessi, tasse e ammortamenti) e una base di 7 milioni di utenti verificati, di cui 4,5 milioni hanno dato il consenso alle attività di marketing.
Ogni giornata di campionato vengono schierate 2,2 milioni di formazioni e il 72% degli utenti considera il giorno dell’asta il momento più bello dell’anno.
È un flusso continuo di interazioni, scelte, cambi dell’ultimo minuto, notifiche e discussioni tra amici e colleghi, un fenomeno che unisce competizione, socialità e passione per il calcio, alimentando conversazioni quotidiane e comunità digitali che vivono il campionato con intensità quasi professionale.
L’ESPERIENZA
«Il Fantacalcio è un fenomeno sociale di grande successo perché offre ai tifosi un’esperienza coinvolgente, che combina passione per lo sport, voglia di socializzare, ma soprattutto di competere utilizzando la propria conoscenza calcistica», spiega a MoltoFuturo Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A. «È un modo aggiunge per vivere il calcio in maniera più intensa e personale, gestendo la propria squadra e prendendo decisioni strategiche. Grazie alla tecnologia il Fantacalcio è diventato più facile e fruibile, creando una community di 7 milioni di appassionati che condividono le esperienze di gioco. Ogni decisione, dal mercato all’ultima formazione, è un piccolo esercizio di leadership e di strategia, che coinvolge adulti e giovani, redazioni e uffici, creando momenti di competizione sana e divertimento condiviso».
L’ad sottolinea l’aspetto strategico: «Il Fantacalcio è molto più di un gioco: è l’espressione più autentica dell’essere tifosi, uno dei momenti più divertenti e appaganti della settimana». E precisa che la Lega non interverrà sulla gestione ordinaria: «Gli attuali Ceo e Cto, Ragosta e Cutolo manterranno la guida operativa della società. Non ci saranno intromissioni da parte nostra se non per arricchire l’App di immagini, dati e statistiche e renderla sempre più completa». L’obiettivo è integrare contenuti ufficiali e creare un canale diretto con i tifosi. «Ai fantallenatori verrà chiesto di assumere decisioni che riguardano alcune delle scelte sullo sviluppo futuro della Serie A», spiega De Siervo. «Rappresenta il primo passo concreto verso i tifosi che sono i veri azionisti della Lega». Sul piano commerciale, il Fantacalcio è già attrattivo: ospita campagne di grandi marchi come McDonald’s e Bancomat. Con l’ingresso della Lega e il rafforzamento delle partnership ufficiali del campionato tra cui Eni e altri sponsor internazionali la raccolta pubblicitaria è destinata ad aumentare molto.
Più contenuti ufficiali significano più tempo trascorso sull’app e maggiore esposizione agli inserzionisti, consolidando la piattaforma come uno dei media digitali più efficaci e profilati del panorama sportivo italiano, capace di misurare e coinvolgere in tempo reale un pubblico altamente segmentato. Per capire l’evoluzione di questo gioco bisogna tornare al 1990, quando Riccardo Albini adatta al calcio italiano l’idea dei fantasy sports americani. Un regolamento ciclostilato, crediti virtuali, punteggi calcolati a mano leggendo le pagelle sui quotidiani: il Fantacalcio nasceva come un gioco creativo, competitivo e artigianale.
LA STORIA
Nei primi anni, poi, si diffonde attraverso università, redazioni e circoli di amici, un fenomeno quasi sotterraneo che cresce grazie al passaparola, creando leghe che diventano veri e propri microcosmi sociali, con rivalità, strategie, tattiche e relazioni che durano per tutta la stagione. Il gioco viene quindi adottato dal quotidiano La Gazzetta dello Sport che, dall’estate 1994, lo ospita sulle sue pagine, fornendo le votazioni per calcolare i punteggi delle fantasquadre.
L’arrivo di internet e la digitalizzazione rivoluzionano quindi il meccanismo: i calcoli diventano automatici, le leghe si moltiplicano, le statistiche si accumulano e le interazioni si moltiplicano a velocità inimmaginabile.
Il salto industriale avviene però solo negli anni 2000. E, sotto la gestione di Quadronica, una srl nata nel 2008 e controllata al 50% da due imprenditori napoletani, Nino Ragosta e Luigi Cutolo, il rito collettivo si trasforma in una piattaforma solida e scalabile, capace di sostenere milioni di interazioni simultanee, attrarre inserzionisti e creare contenuti editoriali sofisticati.
Nel 2017 la società acquista dal gruppo Gedi il marchio e la gestione del gioco, trasformandolo in Fantacalcio.it. È così che il Fantacalcio diventa una vera e propria industria del divertimento sportivo, con numeri e performance da media company, unendo passione ludica e modello economico solido. Oggi, poi, entra ufficialmente nell’architettura industriale del calcio italiano. Non più solo passatempo, ma infrastruttura digitale strategica, capace di trasformare la passione dei tifosi in dati, contenuti e business, unendo esperienza ludica e valore economico in un unico ecosistema, con milioni di persone che ogni settimana interagiscono, discutono e competono, mantenendo viva una tradizione lunga più di trent’anni.