Il Messaggero, 19 marzo 2026
Dati sul mercato italiano dei droni
Il mercato dei droni in Italia è sempre più maturo. Nel 2025 hanno superato 148mila unità i velivoli registrati sulla piattaforma D-flight per un totale di 185mila operatori attivi. Un mercato florido, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente, con circa 650 progetti in corso in cui vengono impiegati i droni.
In Italia la filiera è completa: si va dalla produzione dei droni ai corsi di formazione per piloti, passando per le aziende di servizi che usano questi aeromobili pilotati da remoto per differenti applicazioni.
LE IMPRESE
«Sono oltre 30 le imprese italiane che fabbricano i droni, ma fino a circa 5 anni fa, quando è entrata in vigore la normativa europea, che ha introdotto l’obbligo della marcatura di classe per tutti i mezzi, erano il doppio, specialmente Pmi», spiega Nicola Nizzoli, presidente di Assorpas, l’associazione italiana che aggrega le imprese operanti nel settore dei piccoli velivoli a pilotaggio remoto.
«Ottenere tale certificazione aggiunge richiede un investimento economico significativo da parte delle aziende e questo ha cambiato radicalmente il mercato. Il fenomeno ha colpito tutte le aziende europee e ha finito per favorire il mercato cinese».
Quello dei droni è un settore talmente in crescita, che Dronitaly l’unica manifestazione internazionale in Italia dedicata ai droni civili a uso professionale che per tre giorni si è svolta presso l’Ex-Gam Congress Center di Bologna è già giunta all’undicesima edizione. Il motivo del successo è semplice: i droni sono applicati in molte attività produttive e con il progresso tecnologico crescono sia gli spazi di volo autorizzati sia le richieste di vertiporti, infrastrutture dedicate esclusivamente al decollo e all’atterraggio verticale di droni cargo ed eVtol, noti come taxi volanti.
I DATI
Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano, l’89% dei progetti di utilizzo droni è collegato alle Aerial Operations, cioè tutte le operazioni con droni per soccorso, ricerca, riprese video, agricoltura di precisione ed il restante 11% su Innovative Air Mobility & Delivery, ovvero trasporto di merci e persone. «Le applicazioni più consolidate, che ormai consideriamo tradizionali, sono rilievi tecnici, ispezioni, controllo e monitoraggio, in cui l’uso dei droni garantisce servizi più veloci, precisi e vantaggiosi economicamente», sottolinea Nizzoli di Assorpas.
«Dronitaly rappresenta un luogo privilegiato di confronto tra istituzioni, associazioni del settore, industria e comunità scientifica: un punto di incontro in cui innovazione, competenze e visioni si intrecciano per dare forma al futuro della mobilità aerea avanzata e dei servizi basati su droni. Un futuro che non è più materia di scenari lontani, ma realtà concreta, fatta di sperimentazioni, applicazioni operative e nuove opportunità di sviluppo per il nostro Paese», le parole di Benedetta Fiorini, componente del Consiglio di amministrazione dell’Enac.
LO SVILUPPO
Tra le applicazioni più innovative che si svilupperanno nel prossimo futuro, c’è sicuramente quella del trasporto. «Oggi abbiamo droni capaci di sollevare carichi fino a 100 chilogrammi, possono raggiungere zone impervie, isole vicine, sollevare pesi in quota. È molto più flessibile e libero rispetto a una gru o ai metodi tradizionali spiega ancora Nizzoli anche se al momento abbiamo delle limitazioni legate allo spazio aereo regolamentato. Invece il servizio di consegna tramite drone non è ancora attivo su larga scala, sebbene esistano già società che effettuano trasporti di carichi pesanti. È un settore che prenderà piede, per questo stiamo lavorando con l’Ente regolatore per colmare i vuoti normativi».
Ma in futuro sarà cosa di routine vedere esseri umani a bordo di taxi volanti? «Quello è l’ultimo baluardo dell’innovazione, ma più che un limite tecnologico, è una questione normativa e di accettazione sociale», aggiunge.
LE STRUTTURE
Nel continente europeo l’ente che elabora norme tecniche e certificazioni è l’agenzia europea per la sicurezza aerea, l’Easa, mentre a livello nazionale è l’Enac, l’autorità delegata al controllo e che autorizza i centri di addestramento a cui è demandata la formazione dei piloti e che rilasciano titoli validi a livello europeo.
Durante i tre giorni di Dronitaly si sono svolti anche 22 convegni dedicati ai principali ambiti applicativi dei droni professionali oltre al centralissimo tema della sicurezza. Il contributo dei droni può ridurre l’esposizione diretta al rischio degli operatori. Quello dei piccoli aerei senza pilota, infine, è un settore in cui è alta la possibilità di impiego. Secondo Nizzoli, infatti, «ci sono richieste crescenti di personale specializzato per l’agricoltura di precisione, per la sorveglianza di infrastrutture e perimetri, perché ogni operazione di volo è supervisionata o operata dall’uomo indipendentemente dalle dimensioni del mezzo». Il mercato del lavoro, dunque, si evolve e muta grazie alle nuove tecnologie. Quella degli operatori dei droni è una professione in costante crescita: le maggiori applicazioni di questi sistemi avranno bisogno di piloti sempre più specializzati e con competenze dedicate.