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 2026  marzo 19 Giovedì calendario

La battaglia delle Big Tech sul cloud

Quando Amazon e OpenAI hanno annunciato a febbraio un accordo da 50 miliardi di dollari, la notizia era già abbastanza sconvolgente: Amazon Web Services sarebbe diventata il fornitore esclusivo di cloud per Frontier, la piattaforma enterprise di OpenAI pensata per costruire e far lavorare agenti di intelligenza artificiale.
Il problema è che Microsoft aveva già un accordo con OpenAI. E quell’accordo, secondo quanto scrive il Financial Times, potrebbe essere stato violato. Microsoft ha investito in OpenAI prima un miliardo di dollari nel 2019, poi altri 10 miliardi all’inizio del 2023, arrivando a controllare il 27% del gruppo e a essere una delle prime grandi aziende tech ad aver creduto nella startup di Sam Altman. In cambio, i modelli di OpenAI devono essere accessibili attraverso Azure, il servizio cloud di Microsoft. Ma Frontier, la nuova piattaforma di OpenAI, girerà su Amazon Web Services, principale avversario di Azure.
Ed è questo il punto del contendere. I dirigenti di Microsoft ritengono che l’accordo con Amazon violi, se non la lettera, almeno lo spirito del contratto. In realtà, l’accordo tra i due gruppi prevede che OpenAI usi solo il cloud di Microsoft mentre può fare accordi in altri settori, cosa che nell’ultimo anno ha portato la startup a firmare contratti da miliardi di dollari con Nvidia, Amazon e SoftBank. In un comunicato congiunto, le due aziende hanno ribadito che Azure resta il fornitore cloud esclusivo delle interfacce software che permettono di accedere ai modelli. Un portavoce di Microsoft ha aggiunto che l’azienda è convinta che OpenAI comprenda e rispetti questo obbligo. Ma la questione su Frontier resta aperta.
Secondo il Ft, che cita fonti vicine ai documenti circolati tra le due aziende, le parti starebbero cercando un’intesa per evitare uno scontro legale. Frontier è stata presentata a febbraio come una piattaforma di risorse umane per AI: aiuterà le aziende a gestire i propri agenti proprio come già viene fatto con i dipendenti. Potrà essere usata per gestire con l’AI le app di SalesForce e di Workday, cosa che secondo alcuni analisti potrebbe in futuro anche sostituirle. La posizione di Microsoft è però netta: «Conosciamo il nostro contratto: se lo violano, li porteremo in tribunale», avrebbe detto una persona vicina alla vicenda al quotidiano britannico. Per ora Amazon e OpenAI non hanno rilasciato commenti.
La disputa legale arriva in un momento delicato per Microsoft, che sta riorganizzando la sua divisione di AI. Al centro del cambiamento c’è Mustafa Suleyman, cofondatore di DeepMind e responsabile dell’AI consumer dell’azienda dal 2024: d’ora in avanti si occuperà esclusivamente dello sviluppo dei modelli linguistici interni. Un segnale che Microsoft vuole costruire qualcosa di suo, invece di dipendere da altri. I numeri spiegano perché. Copilot, l’assistente AI di Microsoft, conta 150 milioni di utenti mensili attivi. Gemini di Google ne ha 750 milioni, ChatGPT di OpenAI arriva a 900 milioni settimanali. Anche sul fronte business i risultati deludono: degli oltre 450 milioni di clienti aziendali di Microsoft, solo 15 milioni pagano per il servizio 365 Copilot. Il mese scorso, Suleyman aveva detto pubblicamente che Microsoft deve raggiungere una «vera indipendenza» da OpenAI.